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DICIANNOVE regia di Giovanni Perrier Tortorici

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Invia una mail all'autore del commento williamdollace     7½ / 10  14/07/2026 22:04:44 » Rispondi
Leonardo (Manfredi Marini) e l'irrequietezza beffarda di un ragazzo d'altri tempi, capace di opposti tremendi, tra l'adorazione della lingua dei contemporanei di Leopardi e i litri di vodka tracannati da pronto soccorso e in mezzo le chat degli amici ignorate, le nuove amicizie mancate, la letteratura di Siena ma senza l'università delle lettere di Siena con i relativi professori, la sporcizia della pigrizia, l'ossessione dei libri rari da cui attingere morale, le pulsioni di morte reiterate anche nel linguaggio, i poemi-rifugi come pomeriggi di lettura disperatissima, l'amore del bello eppure il disfarsi dell'equivoco, Giovanni Tortorici al suo esordio, prodotto da Luca Guadagnino, mette in campo l'ansia fragile eppure stoica di una mente giovane e brillante, solipsistica, fuori dalla città natia di Palermo, dove tutto accade, dove la telecamera ora freme e poi indugia, ritraendosi, sperimentando, fino al marcire della scena per poi ricercarla al mattino al mercato, nelle pietre di Siena, di nuovo, per essere sviluppata in una linearità non contraffatta. Ad avercene di queste misurazioni di temperature esistenziali nel cinema di oggi.