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IL TEXANO DAGLI OCCHI DI GHIACCIO regia di Clint Eastwood

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stratoZ     7 / 10  17/07/2026 19:59:02 » Rispondi
ATTENZIONE POSSIBILI SPOILER

Un buon western di Clint, una storia di vendetta e redenzione che dietro al personaggio di Josey Wales mostra bene il contesto del selvaggio west, un film violento e dai tratti crepuscolari, dalla struttura da road movie, visto che dopo l'episodio iniziale, nel quale il protagonista vedrà la sua famiglia trucidata da uno degli eserciti dell'unione, si trasformerà da pacifico contadino a fuorilegge alla ricerca di vendetta, venendo continuamente braccato da forze militari, forze dell'ordine e cacciatori di taglie, ma in questo mischione finisce anche la gente comune, come i due cacciatori che lo beccano inerme mentre prova a curare il compagno in viaggio con lui, assetati dal denaro della taglia, allo stesso tempo, Josey diventa un punto di riferimento anche per gli ultimi, il suo status da rifiutato dalla società lo rende quasi un rifugio per quei pochi che sono rimasti senza niente, dall'anziano nativo americano, poco furbo e reattivo per sopravvivere in quel selvaggio west, alle donne liberate dai comancheros, andando a creare una vera e propria famiglia che cerca rifugio e pace in un angolino di mondo.

Tante sequenze interessanti, dal primissimo assalto di Josey, colmo di un forte impeto vendicativo, verso le forze armate, in cui uccide una cinquantina di persone e che scatenerà la grossa taglia, ai momenti più riflessivi che mostrano quanto la corsa alla taglia diventi una priorità per la popolazione come la cupidigia domini l'istinto dell'uomo, andandolo anche a far rischiare la vita affrontando quello che è diventato un vero e proprio mito di terrore e distruzione - e la consacrazione del mito la si vede anche nei momenti finali, in cui viene narrata la sua finta morte a causa di una decina di soldati - è così che il film riesce, anche grazie ad una regia che dosa bene i tempi, a creare una forte tensione, ad ogni sguardo sospettoso, ad ogni dettaglio che possa ricondurre al protagonista, ogni stop in una cittadina diversa diventa un potenziale pericolo, ogni persona incontrata diventa un potenziale uccisore che punta alla taglia, è emblematica la scelta dei membri delle forze dell'ordine di dare volontariamente un ordine sbagliato al resto della truppa per non attirare i numerosi cacciatori di taglie armati fino ai denti, o ancora, lo stesso episodio in cui libera la donna nativa dalle grinfie di quei due cowboy che la stavano violentando, entrambi attirati dalla taglia nonostante l'eccitazione sessuale provata.

Nella seconda parte vi è anche un approfondimento del rapporto con i nativi, tra i pochi disinteressati alla taglia sulla testa del protagonista, coi quali riesce a stipulare un accordo basato sulla parola d'onore, mostrando due antieroi, il protagonista ed il capo della tribù, provare reciproco rispetto, fino ai momenti più intimi e toccanti con questa nuova famiglia che si viene a creare, una pace apparentemente ritrovata nonostante l'incombere di quella taglia sulla testa di Josey.

Buona regia di Clint che riesce ad alternare bene le emozioni, ogni tanto facendo anche fuoriuscire un piglio ironico, ma è la componente drammatica e lievemente malinconica che domina il film, tra le riflessioni sulla caduta degli ideali del west alle relazioni interpersonali, lo trovo un po' annacquato nella parte centrale, ma in ogni caso è un buonissimo prodotto.