williamdollace 4½ / 10 19/07/2026 18:03:17 » Rispondi Ci sono tutti gli elementi del cinema di Dolan in questa sua prima esperienza americana, il ralenti, il montaggio, la regia, le madri, le lettere, i figli, le canzoni, ma è come dire tutto spaiato, tutto combinato senza grazia e senza la ferocia che contraddistingue ogni sua opera, il potenziale narrativo c'è tutto ma è fuori dal registro emotivo, è davanti ai nostri occhi e lo viviamo ma ci rendiamo anche conto che ogni momento ogni stacco ogni rivelazione non è al suo posto, non è al momento giusto, sono spaiati, sconnessi, ma non nel modo meraviglioso in cui Xavier disconnette e riconnette i suoi personaggi. Un'occasione persa per raccontare una storia delicata, intima, con grandissimo potenziale visivo. Lo stesso sonoro, è fuori posto, è elemento d'ordine anziché di fuoriuscita, liberazione, soprattutto nella scelta-posizionamento dei pezzi. Una piccola opera Frankestein che non riesce a sopravvivere all'esperimento, il cuore batte fuori dal corpo, gli occhi si aprono ma subito si spengono.