Discreto film di Assayas che per la tematica mi ha ricordato particolarmente "All about Eve" di Mankiewicz, andando a scavare in elementi analoghi, tra lo scorrere del tempo, l'ego dell'attrice di successo, lo star system, il cambiamento all'interno delle dinamiche produttive nell'ambito dello spettacolo, fino ad arrivare a toccare tematiche di stampo più filosofico e psicologico come il rapporto tra attrice e personaggio, l'identificazione con quest'ultimo e le analogie con la realtà.
La storia narra di Maria, un'attrice internazionale agli apici del successo a cui viene offerto un ruolo nella riproposizione di un dramma che le diede la fama vent'anni prima, una storia che mette in scena il morboso rapporto tra una giovane ragazza e la sua datrice di lavoro, se tuttavia vent'anni prima Maria interpretava la giovane ragazza, adesso, le viene offerto il ruolo della più matura datrice di lavoro, già questo elemento mette in mostra tutta la difficoltà di Maria di accettare questo ruolo, il rifiuto dello scorrere del tempo, il suo non aver realizzato di aver varcato quella soglia che la fa concepire come ideale per interpretare un personaggio più anziano, elemento che si ripercuote nella sua quotidianità, in un certo rigetto nei confronti della stessa opera, sbalzi d'umore e pentimenti, chiamate all'avvocato alla ricerca di una soluzione per disdire il contratto, lunghe prove con la sua assistente nelle quali sembra non riuscire ad entrare in sintonia col personaggio, nel corso di questo lungo processo, che occupa buona parte di film, emergono diversi elementi, da una sottile ambiguità della narrazione, che sembra ogni tanto mischiare i dialoghi dell'opera con quelli reali, dando allo spettatore la costante sensazione della loro plausibilità, all'utilizzo della reale location in cui è ambientato il dramma, con annesso uso sematico del fenomeno del serpente del Maloja, una sorta di nebbia che si insidia nelle pareti rocciose di questo passo montuoso ed inghiotte tutto, come lo scorrere del tempo che minaccia la protagonista.
Allo stesso tempo il film propone uno scontro generazionale evidente negli approcci totalmente differenti tra la protagonista, Maria e la ben più giovane attrice che prenderà il suo vecchio ruolo, Jo-Ann, che ha avuto recentemente successo in un blockbuster sui supereroi, mostrando la sua attitudine ribelle, il suo essere fuori dagli schemi, che sembra dare fastidio alla stessa protagonista, ben più formale ed impostata, i continui scandali sentimentali riguardanti la vita privata e l'approccio strafottente.
Ben recitato, con un trio di attrici molto in parte, tra la Binoche, Kristen Stewart e Cloe Grace Moretz, è un film dall'impianto teatrale che non sempre va spedito, anzi, probabilmente ha qualche problema di ridondanza nella parte centrale, ma che funziona bene nel trasporre i rapporti e la condizione psicologica dei personaggi.