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IN THE HAND OF DANTE regia di Julian Schnabel

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stratoZ     3 / 10  22/07/2026 14:18:14Nuova risposta dalla tua ultima visita » Rispondi
ATTENZIONE POSSIBILI SPOILER

Pastrocchione mastodontico di Schnabel che realizza un film ambiziosissimo fallendo miseramente, poco da fare, le due ore e quaranta sono un misto tra la tortura ed il sequestro di persona, un cast gigantesco, con nomi assurdi anche nei ruoli più piccoli, basti pensare ad Al Pacino con uno screen time di cinque minuti ad essere generosi, una produzione che non si fa scrupoli ad affittare alcune delle location più pittoresche dei principali centri del trecento italiano, e forse questo è stato l'elemento migliore del film, quello che quantomeno mi ha intrattenuto, tra l'incontro col Papa girato alla Cappella Palatina, gli scorci di Castelvecchio a Verona, nella parte riguardante Cangrande Della Scala, le ambientazioni in quel borghetto siciliano nella parte riguardante don Lecco, qualche altro momento a Ravenna, ma non salvano il pastrocchio che è stato fatto su ogni versante, a partire dalla narrazione, estremamente approssimativa, con preti che tranquillamente si portano manoscritti dagli archivi vaticani, certo, come no, boss mafiosi che si fanno fregare tranquillamente, portando in casa sicari armati senza neanche perquisirli, certo, sicuramente, fino ad arrivare ai vari parallelismi tra la vita di Dante ed affini e quella dei personaggi del presente, creando un doppio filo sterile, che si limita a mostare gli avvenimenti e dopo caricarli con qualche dialogo pseudofilosofico o che vorrebbe essere toccante, arrivando all'inevitabile manfrina sentimentale con annesse scenette passionali tra i due che si scambiano frasine dolci in riva al mare.

Ma oltre questo, ad infarcire tutto c'è una componente stilistica boriosa, che sembra girare a vuoto tra le sue citazioni forzate, come nella pessima scena della comparsa di Gal Gadot sotto forma di Venere botticelliana, con quella terribile onda in CGI, un continuo alternarsi dei piani temporali a spezzare il ritmo ed infittire una storia già di per sé confusionaria e delle interpretazioni totalmente svogliate, Gal Gadot mummificata, ma non è una novità, Scorsese nella parte del saggio barbuto, per quanto gli voglia bene, è tra le scene terribili, in cui lui e Dante si scambiano massime tutto il tempo, volevo morire.

Poco da salvare da questa baracconata pseudo impegnata, ne fuoriesce un mix di thriller, film storico, film sentimentale, melodramma e film d'autore che prende il peggio da ogni componente e lo butta in questo calderone, pessimo.