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FORZA MAGGIORE regia di Ruben Östlund

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Invia una mail all'autore del commento williamdollace     7 / 10  25/07/2026 17:24:38 » Rispondi
La settimana bianca impone rituali propiziatori, algidi, tecnicismi d'alta montagna, da ricerca e produzione di neve, botte e rumori dell'altrove, rituali in cui si imbatte questa famiglia svedese in vacanza sulle Alpi francesi, e Östlund, con una manifestazione naturale della montagna (una valanga controllata) che però investe una terrazza di un ristorante panoramico, innesta l'inizio dell'autodistruzione dall'interno della famiglia sorridente agiata perfetta ed educata e dei rapporti fra i coniugi di forza e coraggio che vengono picconati e che si riversano poi nel resto degli accadimenti nelle conversazioni nel rispetto che si muta in disprezzo, alterando tutte le gerarchie, spingendo i figli dalle scale della loro armoniosa educazione, i bambini della coppia, da cui vengono gli unici veri gesti di empatia all'interno della famiglia. Come vedremo ancora maggiormente in The Square il cinema di Ostlund si misura con gli istinti prima di tutto, che sono molto diversi dai comportamenti lucidati e iridati che ci si aspetterebbe, gli istinti guidano le azioni quando ci si trova in situazioni limite e con gli istinti è d'obbligo prima o poi farci i conti, prima con la nevrosi che diventiamo e poi di conseguenza con la nevrosi che si ribalta nei rapporti con gli altri esseri umani. Le cause di forza maggiore ci dicono chi siamo davvero, cancellano i sorrisi, grattano la patina, gratinano le piccole serenità borghesi che diventano crosta, radicate sull'estetica della superficie, in cui la valanga è controllata, gli esseri umani per nulla, perdono visibilità, fino a perdere qualsiasi orientamento