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ODISSEA (2026) regia di Christopher Nolan

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LaCalamita     4 / 10  26/07/2026 13:36:11 » Rispondi
Delusione cocente.
Atteso una vita, quasi quanto l'imprevista sosta da Calipso, per poi addirittura sentire la noia vera nella sequenza finale, inutilmente lunga, e sperare nella fine il prima possibile (!).

Nolan non tenta la strada della trasposizione del libro, in stile Signore degli Anelli di Jackson, ma usa liberamente il materiale dell'opera originale per mettere in campo gli elementi caratteristici del suo cinema.

Il risultato è, a mio parere, scarso. I suoi tecnicismi solitamente sono punti di forza ma se calati in un contesto debole sono perfino imbarazzanti. E' inutile arrovellarsi in movimenti di camera "epici e maestosi" e in tamburi martellanti a ritmo crescente per far venire i brividi allo spettatore se questi fanno da cornice a un contenuto vuoto, o comunque molto debole.

Parliamo infatti di un film epico e, in quanto tale, sarebbe utile ci fosse una filosofia dietro, nella quale lo spettatore può fantasticare e immergersi. Allora sì che gli sforzi del regista di abbellire l'estetica del film trovano compimento, la ciliegina sulla torta.

Nolan a livello di contenuto sceglie la strada USA del disturbo post traumatico da stress, che colpisce il soldato reduce dal Vietnam. Non parliamo di una sfumatura al personaggio, una smussata in chiave moderna USA, ma è il fulcro di Ulisse e dell'intero film.
Ed è qui che Nolan trova il suo limite. Nolan non è affatto un genio, non ha una visione maestosa del mondo e non ha un'intelligenza superiore. Nolan conosce un solo filtro, una sola lente per leggere le cose, ed è quello del cinema hollywoodiano; guardando la sua filmografia, praticamente ogni film è di alto livello perché il contesto è sempre americano (che sia Batman, Oppenheimer e Interstellar).
Allora quello che ha fatto, per la prima volta nella sua carriera, è mettere per l'n-esima volta i "semi di Nolan" su un terreno completamente non americano.

Il risultato è una tremenda americanata, che stavolta non funziona perché per quanto lo distorci il materiale di base è troppo lontano dal tuo filtro USA. E' una chimera non equilibrata, in cui ogni testa dà il suo contributo e si integra con le altre. Al contrario, è come una zattera senza una direzione chiara, a volte naviga verso ovest, a volte vira e torna indietro a est. Tante volte mi sono chiesto durante il film (non solamente una volta terminato) "è quindi?".

E' un film che per riprendere il materiale di base è quasi interamente didascalico, sul classico buono hollywoodiano che deve liberare la sua amata dal classico cattivo hollywoodiano.

Troppo troppo poco.

Il cast è tremendo, da Matt Damon come Ulisse fino al catastrofico e COMPLETAMENTE fuori parte John Berthal come Menelao. Sono riusciti a far passare in secondo piano perfino le scelte ufficialmente necessarie per partecipare agli oscar di attori sbagliati come l'aedo-rapper del ghetto e principesse greche-africane.

La descrizione del voto 4 è calzante. "non bello, anche se non paghi". Immaginate questo film senza lo schermo e l'audio del cinema. Tolta la tecnica resta la solita piatta dinamica USA buono-cattivo, ma (aggravante) diluita in 3 ore.