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A DIRTY SHAME regia di John Waters

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stratoZ     7½ / 10  28/07/2026 12:46:14 » Rispondi
ATTENZIONE POSSIBILI SPOILER

Ultimo film del mitico John Waters, una commedia nera e demenziale, divertentissima e dissacrante, che va a ricalcare già diverse opere dell'autore, coerentemente col suo stile, le sue ambientazioni, col solito sobborgo di Baltimora preso di mira, l'estremo ed iperbolico dualismo, tra i puritani, che si definiscono "neuters" ed i "perverts", un gruppo che esplora ed espone liberamente le sue più peculiari fantasie sessuali, un po' sul modello di "Cry Baby", in cui l'autore distingueva i ribelli ed i tradizionalisti in maniera apparentemente schematica, ma esattamente come il film del 1990, pure qui, nonostante le enormi differenze, sorpassare questa linea è più facile di quanto sembri.

La sceneggiatura parla di questa famigliola con una madre puritana, così come lo stesso marito, così come la stessa nonna, il personaggio più rigidamente tradizionalista del film, con una figlia che è una pervertita, con due tette giganti, che si diverte in giro senza problemi e fa spettacoli osé, con grande biasimo della famiglia che tenta di ostacolarla a tutti i costi, un bel giorno però la madre subisce un incidente dove sbatte la testa e viene rianimata da questo strano soggetto, una sorta di dio del sesso, che la porta totalmente dall'altra parte, facendo attivare in lei una forte voglia di libertà sessuale, inizialmente rinnegata, poi diventata irresistibile, che le farà scoprire questa sorta di organizzazione per la liberazione sessuale dove vi sono altre persone, per la precisione 12 come gli apostoli, più lo stesso messia, - altra grande provocazione non troppo tra le righe - che espimono liberamente le proprie fantasie, tra essi anche gente insospettabile della cerchia di conoscenti della donna, da qui il film si dedica a questa eterna lotta tra le due fazioni, un dualismo che genera diversi momenti estremamente sopra le righe, a partire dall'introduzione di alcuni personaggi come il ragazzo che fa le pulizie nel negozio della nonna che ha un feticismo verso la sporcizia e lo si trova a leccare copertoni delle macchine, bere l'acqua sporca dei fiori, ed altre robe simili, o il poliziotto che ha la perversione di essere trattato come un lattante, che regala diverse scene anche eccessive, come quando si introduce in casa della donna sola con la figlia e si sostituisce alla bambina nella macchina giocattolo, ma la cosa interessante è la facilità con cui si passa da un lato all'altro, basta una semplice botta in testa, che le persone cambiano immediatamente fazione, che gli istinti sessuali si risvegliano o vengono repressi, un piccolo trauma che ribalta la concezione, ed all'interno di questa sorta di faida vi sono tanti momenti esilaranti, come quelli riguardanti la nonna che fa propaganda per questa riunione contro la perversione, regalando anche diverse frasi emblematiche, come quando la figlia viene accusata di atti osceni, lei dichiara che è impossibile, visto che è una brava donna perché "odia il sesso", e tramite questa caratterizzazione Waters fa fuoriuscire tutta la critica al bigottismo medio borghese, alla società puritana, alle ipocrisie ed a tutte quelle tendenze autoritarie che vogliono bloccare la libertà personale altrui, perculando completamente queste riunioni sulla decenza, generando sequenze volutamente provocatorie e volgari, contro ogni buonsenso e buongusto, regalando un bel mix di ironia e cinismo.

Film demenziale, spesso anche esagerato, che chiude la carriera di un regista che personalmente apprezzo parecchio, troppo provocatorio per un ampio successo di pubblico, ma capace di portare avanti il suo stile in maniera coerente, con pochi compromessi, anche questo personalmente mi ha divertito un mondo, bel film.