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GOOD LUCK, HAVE FUN, DON’T DIE regia di Gore Verbinski

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stratoZ     6½ / 10  31/07/2026 13:41:49 » Rispondi
ATTENZIONE POSSIBILI SPOILER

Film che ho apprezzato, strano a dirsi visto che non sono esattamente il più grande fan di Verbinski, anzi, anzi, ma per quanto mi riguarda questo è uno dei suoi più riusciti, poi purtroppo, in certi aspetti si ripercuotono alcuni difetti del suo cinema, e quando parlo di difetti, parlo di quell'ipertrofia estrema delle sue pellicole, in cui ci vuole ficcare un sacco di roba, in cui c'è sempre quell'aspetto che sembra di troppo, quella sequenza in più, quei momenti di cui si poteva fare a meno, e qui, specie sul finale, questa sensazione l'ho provata, il suo voler ribaltare più volte la realtà, il suo voler stravolgere il racconto a tutti i costi, anche se effettivamente, è un aspetto anche coerente alla tematica, però a na certa è riuscito ad essere stucchevole, ma, questo è uno dei casi in cui lo perdono per tutto il buono visto fino a quel momento.

Questo film dal titolo molto lungo parla di viaggi nel tempo ed intelligenza artificiale, con un protagonista strambo che spunta nel bel mezzo di una serata in una tavola calda, vestito con questo giubbotto tecnologico ma parecchio sgangherato, con fili che fuoriescono e roba varia, da qui inizia il suo discorso sul voler reclutare una squadra per una missione, che poi si scoprirà essere inserire un hard disk nel computer di questo bambino programmatore per arginare la potenza dell'intelligenza artificiale che sta progettando, prima che si verifichino i disastri del futuro, da qui il film alterna diverse sequenze in flashback che danno un background ai personaggi, con delle simpatiche scene d'azione, con i vari pericoli a cui la squadra va incontro per compiere questa missione, gli argomenti trattati sono tanti, quello principale probabilmente è l'alienazione della persona per via della tecnologia che pian piano arriva a sostituire la realtà, basti vedere il flashback dei professori, che non sono più capaci di comunicare agli studenti perché incollati al telefono a vedere reel, ma anche la donna che ha perso il figlio e si deve consolare con il clone, qui andando a mostrare una sorta di meccanismo beneficio-costo di questa tecnica, implementando un interessante questione, vale la pena attenuare un dolore così forte con qualcosa che non è reale?

I momenti action riservano delle belle sorprese, a partire dall'ambientazione notturna, tra gli isolati e gli edifici di questa città con diversi inseguimenti, tra i due mercenari col mitra che danno la caccia alla squadra ed il barbone col machete, fino ad arrivare ad una seconda parte che riserva ottimi momenti alternati ad altre sequenze un po' troppo cariche, tutta la parte in casa con i ragazzi che assaltano guidati dal cellulare è una chicca, considerato che vi è pure una citazione a Romero ed i suoi zombie, visto che l'autore aveva spesso fatto critica sociale proprio attraverso gli stessi, qui Verbinski sembra adattarla alla stessa maniera, con la tecnologia che zombifica i soggetti che ne abusano, fino a quell'inquietantissimo gatto/cerbero/unione di altri animali, ovviamente prodotto dall'intelligenza artificiale, che, assieme ai momenti successivi, nella stanza del bambino programmatore, piena di fili e giocattoli inquietanti usciti da Toy Story, crea un vero e proprio mood da incubo digitale, una visione paranoica, ansiogena, quasi senza speranza, che per il suo pessimismo ricorda un po' quei prodotti di fantascienza anni cinquanta, figli dei timori della Guerra Fredda, riadattati ad un futuro sempre più buio, in cui la realtà viene progressivamente sostituita.

I momenti successivi, sono quelli che considero ipertrofici, i retroscena riguardanti la ragazza vestita da principessa, aggiungono delle rivelazioni più utili a stupire in maniera sterile lo spettatore che a dare spunti sulla tematica, con annessa scenetta melensa successivamente, l'ennesimo ribaltamento, stravolge ancora una volta le carte e porta ad un finale ad effetto che mi ha lasciato abbastanza indifferente, ma va bene, caro Verbinski, questa volta ti perdono, d'altronde, per almeno due ore mi hai regalato un buon prodotto, ben fotografato, ben ritmato, con anche diverso umorismo qua e là grazie allo strambo personaggio di Sam Rockwell, ma soprattutto, grazie anche alle dipendenze dei personaggi nei confronti della tecnologia, spesso parodiate e portate molto sopra le righe, diverse scene d'azione niente male ed un mood da vero e proprio incubo.

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