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RICHARD JEWELL regia di Clint Eastwood

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stratoZ     7 / 10  01/08/2026 14:55:41 » Rispondi
ATTENZIONE POSSIBILI SPOILER

Buon film di un attempato Clint, qui alle prese con un fatto di cronaca accaduto durante le olimpiadi di Atlanta del 1996, nel quale l'autore propone, come da consuetudine, delle riflessioni importantI sull'America contemporanea, prima di tutto introducendo il personaggio di Richard, uomo di sani principi, fissato con la legge e che sogna di diventare un agente delle forze dell'ordine perché ci tiene a proteggere le persone, il suo essere così inflessibile spesso si rivolta contro di lui, causandogli anche diversi problemi di lavoro, è durante un concerto delle olimpiadi che grazie alla sua dedizione al lavoro, pur non essendo un agente, ma un semplice vigilante, riesce a scoprire un pacco bomba, evitando un disastro di larghe proporzioni, nonostante diversi feriti ed un morto.

Il cuore del film è la reazione all'evento, ed al salvataggio di Richard, inizialmente incensato come un eroe, encomiato dai media, ricevendo un riconoscimento che desiderava da tempo, allo stesso tempo però, l'FBI, vista la mancanza di ulteriori sospetti, inizia ad indagare su di lui, da qui emergono diversi aspetti che principalmente prendono di mira il mondo dei media, ma anche il rapporto dello stesso con le forze dell'ordine, Richard viene indagato sulla base di accuse praticamente nulle, forzate, e con riferimenti al suo status di persona in sovrappeso e che ad oltre trent'anni vive ancora con la madre, un profilo perfetto secondo le persone assegnate al caso, per organizzare un attentato e sventarlo passando per eroe, ma l'aspetto più cinico della vicenda appartiene all'esposizione mediatica, con i giornalisti descritti come dei veri e propri avvoltoi, come si vede nella figura del personaggio interpretato da Olivia Wilde, arrivista che per qualche copia venduta tradirebbe chiunque, anche approfittando della sua appariscenza per sedurre un ispettore assegnato al caso in cambio di informazioni, causando diversi disastri a Richard ed alla sua famiglia, con una privacy costantemente violata, giornalisti h24 fuori da casa sua, continue richieste di informazioni, che sommate alla pressione dell'FBI, fanno sentire i personaggi coinvolti come in trappola, qualsiasi mossa possano fare, peggiorerà la loro situazione, in fondo la soluzione sembra quella proposta dall'avvocato di Richard, ovvero il mutismo selettivo.

Clint tramite questo episodio descrive bene un contesto di avvoltoi, nel quale, sia media che forze dell'ordine sono spinti da un principio di iper performatività a trovare a tutti i costi una vittima sacrificale il prima possibile, un sistema che mette gli uni contro gli altri, che deve accontentare le masse inferocite e la loro fame di informazioni il prima possibile, un'estrema competitività che porta a pubblicare notizie potenzialmente dannose senza pensarci due volte.

Ben gestito nei tempi, registicamente molto sobrio, e con degli ottimi interpreti, come il grande Sam Rockwell, nel ruolo dell'avvocato, è l'ennesimo bel film di Clint.