Altro bel film di Waters, che continua coerentemente il suo discorso cinico e dissacrante nei confronti della società occidentale, qui realizza un'opera che racconta la vita della protagonista, Dawn, interpretata dalla fedelissima Divine, partendo fin dai momenti di gioventù, quando si trovava a scuola, e già da qui si vede un certo spirito dissacrante, con la bellissima scena natalizia, in cui Dawn distrugge l'albero di natale e rovina la festa più sentita per la famiglia borghese occidentale, solo perché non ha ricevuto il regalo che avrebbe gradito, da qui si da alla fuga senza mai tornare a casa, nel corso della narrazione, il personaggio sembra incarnare tutto l'opposto dei valori morali ostentati dalla società contemporanea, a partire dal concepimento della figlia, poco dopo, con un uomo incontrato cinque minuti prima, alla totale mancanza di empatia nei confronti della stessa figlia - mi fa sempre spaccare quando esulta dopo che l'ha strangolata, le stava proprio sulle balle - passando per la sua attitudine all'omicidio e l'estrema voglia di apparire, ecco, tramite questo aspetto, Waters critica l'ossessione per la violenza, da parte della società stessa, un pubblico assuefatto, come dei voyeur, ed un soggetto centrale affamato di celebrità, al punto da compiere le sue malefatte davanti a tutti, con la splendida sequenza a teatro che nella sua critica iperbolica sembra non cascare tanto lontano dalle tendenze odierne, quel tipico "tutto purché se ne parli", che l'autore aveva approfondito efficacemente già in "Pink Flamingos", ma Dawn è anche oltre questo, Dawn è talmente assuefatta dalle attenzioni, talmente alla ricerca delle luci della ribalta, che sembra andare verso una dimensione di dissociazione, come si vede nell'emblematica scena dell'esecuzione alla sedia elettrica.
Waters con questo film compone un interessante caricatura della società americana del periodo, includendo diversi personaggi grotteschi, a partire dagli stessi gestori del saloon, che saranno come dei mecenati per Dawn, altra faccia della medaglia di quella voglia del pubblico di vedere l'orrido, alle correnti spirituali new age, come si vede nel personaggio della figlia, convertita a Krishna.