Esordio al lungometraggio per Waters, per forza di cose è un film grezzo, girato con quindici dollari e due pacchetti di chewing gum, ma in ogni caso, è già un film nel quale lo stile dell'autore si riconosce, vi sono tutti i prodromi dell'opera di Waters, il suo stile provocatorio, eccessivo, grottesco, seppur con praticamente due dialoghi in croce e la maggior parte delle sequenze gestite come se fosse un film muto, accompagnate da pezzi musicali anche parecchio famosi sia al tempo che ancora oggi - ho i miei dubbi che i diritti di queste musiche siano stati pagati - una costante voglia di dissacrare quelli che vengono considerati i fondamenti della società occidentale, di shockare lo spettatore, giocando anche con gli elementi sacri, le apparizioni della m4donna in contesti estranei a quello religioso, l'inserimento della sessualità peculiare, con qui addirittura una scena di feticismo del piede anche parecchio lunga che apre le danze, fino a momenti più sanguinolenti ed aberranti come l'incidente causato da Divine, alla prima di diverse collaborazioni, portando la povera vittima a venire operata, perdendo i piedi e finendo per essere sostituiti da zampe di uccelli, ma nell'insieme sembra che il film non segua ancora un filo narrativo, quanto si limiti ad essere un insieme di sequenze quasi slegate tra loro.
Opera seminale, che bada poco alla tecnica e si concentra sulla sua attitudine così punk, così sopra le righe, iniziando l'autore al lungometraggio e facendo intravedere il potenziale di un artista così anticonformista che già stava iniziando a scagliarsi contro la borghesia, il perbenismo e l'ipocrisia del contesto.