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INVICTUS regia di Clint Eastwood

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stratoZ     5½ / 10  10/08/2026 15:15:36Nuova risposta dalla tua ultima visita » Rispondi
ATTENZIONE POSSIBILI SPOILER

Un po' quel tipo di cinema per cui non vado matto, sicuramente confezionato meglio del biopic medio americano, sicuramente con un protagonista per cui provo una forte ammirazione, eppure, francamente, mi ha lasciato ben poco, funziona a livello di concept, andando a coprire gli eventi immediatamente dopo l'elezione di Mandela a presidente del Sudafrica e mostrando molto bene il contesto di uno stato ancora spaccato a metà, in cui formalmente lo scontro è finito, ma le fazioni presentano ancora una differenza netta, i vecchi sostenitori dell'Aparteid sono ancora ai loro posti, ed il nuovo corso deve fare i conti con loro, e su questo punto di vista è interessantissimo l'approccio filosofico e pragmatico di Mandela, l'essere improntato sul perdono, sul non far prevalere un becero sentimento di pancia, anche se dalla giusta parte, quanto rispettare i vecchi avversari ed avviare una collaborazione per migliorare il paese e di conseguenza la vita di tutti.

L'arrivo della coppa del mondo di rugby in Sudafrica diventerà un vero e proprio simbolo di questo nuovo corso, la fissazione del presidente, lo stretto rapporto coi giocatori, la sua iconica presenza e l'esporsi in prima persona, faranno diventare il campionato e la conseguente vittoria un vero e proprio emblema di unificazione del paese, la costruzione di una cultura collettiva attorno ad un determinato evento, un ulteriore modo di abbattere i muri, ormai soltanto psicologici, tra le due fazioni, per la nascita definitiva di una coscienza nazionale.

Ecco questo concept alla base mi convince, eppure la narrazione spesso e volentieri mi è sembrata annacquata, monocorde, priva di un certo pathos, ereditando un difetto tipico dei film sportivi, quello dello stereotipo dell'underdog, con la squadra sudafricana che sulla carta avrebbe dovuto prenderle da tutti, ed invece compie l'impresa, i momenti della finale soprattutto, con quel lunghissimo slow motion nel mezzo del campo, francamente, li ho trovati una palla immensa, gli stessi episodi emblematici riguardanti il pensiero di Mandela sono spesso rappresentati in maniera didascalica, venendo spiegati da lunghi dialoghi per filo e per segno, che si tratti di convocare i collaboratori della sede presidenziale per rassicurarli, che si tratti di confronti con la stessa figlia o altre persone di colore dalla personalità irruenta, alla ricerca di una rivalsa, spenta sul nascere dal presidente.

In fondo, siamo dalle parti del biopic standard, tra momenti retorici e partite di rugby giocate all'ultima palla, francamente mi ha convinto poco, un Clint abbastanza deludente.