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AURORA regia di Friedrich Wilhelm Murnau

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stratoZ     8½ / 10  10/08/2026 15:21:33 » Rispondi
ATTENZIONE POSSIBILI SPOILER

Primo film di Murnau in terra americana, a ragione uno dei suoi più celebri, una bellissima storia d'amore che nella sua semplicità propone numerose riflessioni, uno stile freschissimo, che unisce le sue origini espressioniste, cupe e decadenti, ad un soggetto, che come il titolo suggerisce, ben più radioso, improntato su una visione positiva, colmo di speranza ed introspezione.

La prima parte prende le vesti di un noir, nel quale il protagonista, un umile campagnolo, viene sedotto da questa donna di città, un po' un'antesignana della femme fatale, che lo persuade, per finalmente vivere insieme ad uccidere la moglie simulando un incidente in barca, e da qui il film cambia più volte registro, passando da momenti da vero e proprio thriller, in cui la tensione si taglia a fettine, una volta che il marito e la moglie si trovano sulla barca, pendendo dai pensieri di lui, dalle intenzioni, giocando tanto con l'espressività, di cui per forza di cose Murnau era un maestro, sfruttando primi piani, enfatizzando il dubbio ed il senso di colpa latente, gestendo così bene i tempi dall'avere una forte impennata di suspense nei momenti cardine, salvo poi, trasformarsi in una sorta di commedia sentimentale una volta che i due sembrano essere riappacificati, dalla fuga di lei verso la città, col marito che prova in tutti i modi a farsi perdonare - e la bellissima scena del tram, altra perla all'interno dell'opera - passando per diversi locali in cui i due si danno alla pazza gioia e sembrano riacquisire un'affinità che fino a quel momento sembrava essersi spenta.

Ed infine, nell'ultima parte, vi è nuovamente l'impennata di tensione, causata dalla forte tempesta a cui vanno incontro mentre tornano a casa, giocando tanto con un'ironia della sorte nemmeno tanto velata, accade esattamente quello che aveva pianificato il marito precedentemente, ma soltanto dopo che se ne è pentito, andando a toccare corde estremamente drammatiche nel momento in cui il destino della moglie sembra essere in bilico, senza sapere esattamente che fine abbia fatto.

Murnau tramite una trama così semplice riesce a far emergere diversi sottotesti, a partire da quello della tentazione, l'amante in tutta la sua sensualità che persuade l'uomo, giocando tanto con la coscienza di lui, con l'etica, considerata anche la presenza di un figlio piccolo, ma anche tirando in ballo il contrasto tra la vita contadina, calma, dai ritmi lenti, e la frenesia della città che con le sue luci ed i suoi colori abbaglia il protagonista, attirandolo verso di sé, contestualizzando, all'epoca, essendo un periodo di forte sviluppo sia industriale che economico, quando ancora non vi era nemmeno l'ombra della grande depressione, probabilmente il contrasto tra i due mondi era molto sentito e Murnau regala anche diverse sequenze evocative, l'uso di dissolvenze ed immagini frenetiche nell'immaginazione del protagonista, questa volta prese in prestito da correnti più dinamiche dell'espressionismo, di matrice futurista, o azzarderei anche vicino alle avanguardie sovietiche, diventano un vero e proprio sogno ad occhi aperti per un ingenuo contadino abituato alla calma della sua casetta rurale.

Visivamente divino, poco da dire, con una fotografia molto contrastata che ricalca l'immagine espressionista, e con degli splendidi virtuosismi, non rinunciando a carrellate e pianisequenza, specie nei momenti in città in cui per forza di cose, anche lo stile si fa più dinamico, ma la stessa composizione del quadro risulta eccezionale, da quell'iconica inquadratura all'inizio col protagonista e l'amante con la luna sullo sfondo, ai momenti della barchetta sull'acqua con la luce che si riflette e crea un'atmosfera molto suggestiva, passando per diverse trovate semantiche interessantissime di cui ovviamente la più celebre è quella finale del sorgere del sole, che diventa simbolo della speranza ritrovata e dell'inizio di un nuovo periodo felice insieme.

Film meraviglioso.