zerimor 7 / 10 13/08/2026 20:18:16 » Rispondi Uberto Pasolini prende L'Odissea e traspone solo una porzione del poema omerico, ovvero il ritorno di Odisseo (o Ulisse che dir si voglia) ad Itaca in un film di 2 ore e in un racconto molto "umano" e mai con un accenno al "divino". Non vi sono infatti menzioni sul viaggio di Ulisse, del suo cambiamento e della sua presa di co(no)scienza, dei molti anni che lo hanno tenuto lontano dalla sua terra, delle vicessitudini, dei vari personaggi, degli dei, ecc. Insomma, si concentra sul finale dell'opera caratterizzando bene i personaggi più importanti e rappresentando quel periodo "storico" in modo credibile e immersivo, come ce lo si immaginerebbe azionando mente e fantasia. Operazione riuscita? Si, in parte per quanto mi riguarda. Certo, è una visione non fedele all'opera originale (come ho scritto poco sopra le divinità non fanno parte dell'equazione e Ulisse più che un eroe è un "comune" umano con un forte trauma), ma il regista scegliendo di focalizzarsi soltanto su una piccolissima parte del racconto, circoscrive quest'idea ad una dimensione tutta sua e il peso di non essere fedele all'Odissea non si avverte e anzi, riesce a donargli una sua identità, per quanto discutibile. Passando agli aspetti tecnici, la regia è vera regia d'autore, la fotografia è molto buona, le interpretazioni di Ralph Fiennes (Ulisse) e Juliette Binoche (Penelope) sono da applausi, assolutamente no invece quella di personaggi come Telemaco o altri. Costumi nella norma, niente di eccezionale ma passabili. Quello del regista è un gran lavoro in sottrazione e scene come quella della morte di Argo o semplicemente emozioni che trapelano dai volti dei personaggi senza che essi parlino, funzionano proprio grazie a questa scelta narrativa. Dategli una chance perché merita.