The Gaunt 6 / 10 14/08/2026 13:53:47 » Rispondi Dopo dieci anni di assenza, cioè da The Neon Demon, mi aspettavo un Refn diverso, nel senso di essere pronto per una fase successiva dopo la parentesi seriale di Too old to die Young e Copenhagen Cowboy. Invece porta avanti un cinema ancora più estremo, molto rarefatto nelle atmosfere ai limiti dell'astrazione pura. Visivamente è straordinario e ci sono tante e forse troppe citazioni da cui il regista danese pesca a piene mani (Terrore nello spazio di Bava, fra quelle più evidenti). Se dal punto di vista visivo e tecnico non c'è nulla di dire perché la costruzione dell'immagine è certosina, anche oltre il maniacale, lo stesso non si può dire della narrazione abbastanza evanescente e poco coinvolgente per quanto mi riguarda. Soprattutto ho avuto un problema con i personaggi. Non che non ci siano, ma li ho percepiti talmente distanti da non provare alcuna empatia. Per cui se vi piace un cinema prettamente visivo Her private hell è una goduria, se vi piace anche un cinema di contenuto e coinvolgimento narrativo, trovo difficile che possa piacere, ma posso sbagliare, tenendo conto che Refn è uno dei pochi registi viventi che sanno essere divisivi.