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I SWEAR regia di Kirk Jones

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stratoZ     6½ / 10  15/08/2026 16:46:36 » Rispondi
ATTENZIONE POSSIBILI SPOILER

Interessante biopic che ripercorre la vita di John Davison, trattando efficacemente la Sindrome di Tourette, il film propone un linguaggio semplice, ai limiti del didattico, ma molto adatto al contesto, con una struttura narrativa che divide l'azione in più finestre temporali, andando dagli esordi della malattia, quando John è ancora un ragazzino che frequenta la scuola superiore e gioca come portiere, venendo considerato anche una giovane promessa, purtroppo l'arrivo di questa condizione gli causerà diversi problemi, è qui che il film approfondisce la questione a livello sociale, mostrando le drammatiche conseguenze, dall'incomprensione dei genitori stessi, col padre che arriva ad andare via di casa e la madre stremata psicologicamente, al bullismo subito dai compagni, fino agli stessi rapporti con insegnanti e preside, ancora non del tutto consapevoli di quello che sta passando John, successivamente il film segue un percorso di rinascita, anche grazie al personaggio di Dottie, madre del migliore amico di John che lo prende particolarmente a cuore e lo aiuta ad affrontare le maggiori difficoltà anche senza l'ausilio dei farmaci, andando ad innescare una componente narrativa che mostra gli alti ed i bassi, dai piccoli momenti di felicità ad altri di estrema tensione, piccoli passi che vanno a scontrarsi con una realtà ancora inconsapevole, ancora troppo poco empatica per capire, andando a rimarcare più volte che la sensibilizzazione all'argomento è fondamentale per assicurare una vita normale alle persone affette dalla sindrome.

Il film rimane con uno stile molto in bilico tra il dramma e la commedia, sbilanciandosi raramente, dalle imprecazioni di John, che in certi contesti causano delle amare risate, come nei primi incontri con Dottie, quando le ricorda che ha il cancro, o l'iniziale "Fuck the Queen" - beh ci sarebbero tante persone nel Commonwealth che sarebbero d'accordo con te John -, o ancora, una delle sequenze che mi ha colpito di più è quella quando incontra gli sbirri mentre trasporta quel pacco di droga, alle estreme conseguenze drammatiche, dalla terribile scena dell'aggressione con la spranga, ai momenti in discoteca, che lo porteranno addirittura in tribunale.

Nella parte finale il film lancia un messaggio di speranza, il progetto di John per aiutare altre persone con la Tourette e la costante sensibilizzazione gli fanno prendere un ruolo di rilievo ed utilità sociale, e devo dire, ho apprezzato che lo stile del film non abbia premuto l'acceleratore sulla melensità o sulla retorica.

Nel complesso l'ho apprezzato, l'ho trovato capace di trasmettere una forte empatia, di coinvolgere, di arrivare dritto al punto, non male.