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Demy alle prese con un fantasy, il risultato è notevole, il film eredita la componente visiva che aveva caratterizzato il regista nelle precedenti opere, ne viene fuori un fantasy radioso e coloratissimo, estroso nelle scenografie, tra addobbati castelli medievali, boschi luminosi, costumi appariscenti ed una serie di personaggi sopra le righe, con un soggetto tratto da una fiaba seicentesca, con la fedelissima Catherine Deneuve nel ruolo della protagonista, ambientato in questo regno dove il Re perde la moglie per una brutta malattia e le fa una promessa in punto di morte, quella di sposare soltanto una donna più bella di lei, profilo difficile da trovare vista la bellezza della donna, l'unica che ha questi requisiti sarebbe la figlia, è così che il padre inizia ad organizzare un matrimonio incestuoso, andando a generare richieste esagerate della figlia pur di rimandare costantemente questo matrimonio, fino alla decisione di consultarsi con la fata madrina e la successiva fuga sotto le vesti della pelle d'asino, è qui che la protagonista si ritrova alle prese con una vita più umile, diventando una serva per non far scoprire la sua vera identità, andando verso quel tipico lieto fine in cui il principe azzurro risistemerà la situazione, con diverse trovate narrative interessanti, come quella dell'anello, nascosto nella crostata realizzata per il principe e il non essere informato dello status della protagonista, che genererà una situazione simile alla famosa scarpetta di Cenerentola, qui però con l'anello.
Il film ha degli evidenti pregi stilistici, partire dalla componente visiva dominata da questi colori pop, l'azzurrino, il rosa, il chiarore dello stesso castello, passando per dei simpaticissimi momenti cantati, meno frequenti rispetto ai precedenti film di Demy, ma ve ne sono un paio notevoli, anche se il valore aggiunto trovo sia la regia, l'estro scatenato dall'autore che porta a diverse sequenze notevoli, come la parte finale, tra la prova dell'anello ed il matrimonio, nel quale addirittura il Re arriva in elicottero - lì sono rimasto spiazzatissimo - la fuga della protagonista attraverso il bosco, ed ovviamente quella sequenza surreale del matrimonio tra i due, quando ancora viene soltanto idealizzato, con quella tavolata nella radura ed i due in estasi amorosa, probabilmente la migliore del film.