kowalsky 7 / 10 17/08/2026 23:53:22 » Rispondi M.C. è un regista che ho amato molto, e non solo perché ha diretto almeno due dei più bei film francesi di tutti i tempi ("Alba tragica" e "Amanti perduti") ma amo altrettanto il periodo della maturità. Raccontò splendidamente, in "Peccatori in blue Jeans" e nel sottovalutato "Gioventù nuda" le ribellioni e i conflitti delle nuove generazioni europee. Passò indenne a Simenon e pure alle parodie antimilitariste. "Aria di Parigi" è un film delizioso capace di raccontare, soprattutto nei primi 30', una realtà sociale come la lotta perenne per un'esistenza migliore attraverso la boxe. Tuttavia, nella storia del (fin troppo) lagnoso Andrea e del suo manager - un paterno e incisivo Gabin - il tutto rischia di diventare stucchevole, con qualche cliché di troppo, e con il latte alle ginocchia troppo presente per i miei gusti (e non aiuta un doppiaggio da film di Matarazzo). Eppure, nonostante i suoi difetti stilistici, ravvivati tuttavia da belle location e ottime idee di regia - come l'incontro di boxe che sembra non finire mai ravvivato dal tifo commosso e virale dei numerosi spettatori - è un film al quale si può solo voler bene, perché sa come catturare e farsi amare. Esemplari pure la prova di Arletty, moglie disillusa ma pratica, e di attori italiani in prove d'Oltralpe, come Folco Lulli e la sempre godibile Ave Ninchi