Squisitissima commedia con un'impronta drammatica molto forte "Little Miss Sunshine" è un film sul giudizio, sull'espressione di sé stessi, sulle dinamiche sociali che influenzano l'individuo fin dalla tenera età, ma è tutto messo in scena con una semplicità disarmante, una comicità leggera che dietro alla semplice risata ha delle notevoli implicazioni drammatiche ed una caratterizzazione dei personaggi spassosissima, in fondo la famiglia qui rappresentata è una visione iperbolica della famiglia disfunzionale, in cui tutti ne hanno una, dal padre che praticamente è un fuffa guru in anticipo coi tempo - non ricordavo ci fossero vent'anni fa, ed invece - fissato col performare, e che dona sempre consigli per restare positivi, insopportabile per tutta la prima parte di film coi suoi maledetti nove passi, il suo problema principale è il costante reprimere le emozioni negative, che si ripercuote sui figli proprio perché questa repressione porta alla non elaborazione, o il fratello adolescente, in una fase molto critica, nella quale ha deciso di fare questa sorta di voto di silenzio, che legge Nietzsche e ne ha un poster gigante in camera, ereditando il suo pensiero pessimistico, lo zio omosessuale che recentemente ha tentato il suicidio in seguito ad una storia d'amore finita male, ma non tanto per la storia d'amore in sé quanto per il premio su Proust vinto dal nuovo compagno dell'ex, il nonno che invece ha deciso di godersi la vita ed è diventato un tossico, lui è il classico vecchietto schietto che ormai parla senza peli sulla lingua e non rinuncia al turpiloquio e a consigli grezzi sull'amore ed il sesso, a questi caratteri peculiari si aggiunge la madre che è una sorta di collante che prova a tenere insieme la famiglia, il personaggio più equilibrato che finirà per sbottare più volte vista la situazione, e la protagonista, Olive, che in fondo è solo una bambina, col sogno di partecipare a Little Miss Sunshine, e proprio in seguito ai suoi capricci, inizierà questa sgangherata avventura dal New Mexico alla California per raggiungere questo concorso.
La narrazione scorre divinamente, tra acutissimi dialoghi, che funzionano grazie all'ottima caratterizzazione dei personaggi, e diverse sequenze spassose, dalla rottura della frizione, che diventerà un leitmotiv comico del film, visto che da quel momento in poi devono partire di seconda dovendo spingere il pulmino, o la scena del gelato, nel quale il padre raggiunge l'apice dell'odiosità mettendo pressioni e paranoia in testa alla figlia, passando per la morte del nonno, che si trasforma in quella che forse è la scena più action del film, con la fuga con il corpo dalla finestra ed il successivo fermo da parte dell'agente, raggiungendo alti livelli di suspense.
Ma in fondo il significato è tutto nella lunga sequenza del concorso, l'ambiente snob trovato dalla famiglia, agli antipodi dalla loro attitudine, ed il forte contrasto col numero di Olive, che si rivela essere troppo sopra le righe per il contesto, causando indignazione e disgusto nel pubblico con la puzza sotto il naso, ma con il sostegno della famiglia che si assicura Olive possa esprimersi libera dai giudizi altrui, ecco quando salgono tutti su quel palco, è un momento che profuma di totale libertà.
Ad oggi un piccolo cult, col suo mood estivo, i colori chiari, il furgoncino giallo, una commedia drammatica che fa nuotare lo spettatore nei drammi di una famiglia tutt'altro che perfetta, ma per la quale si prova una profonda empatia.