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L'AMANTE PERDUTA regia di Jacques Demy

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stratoZ     9 / 10  19/08/2026 19:50:41 » Rispondi
ATTENZIONE POSSIBILI SPOILER

Uno dei film di Demy che ho preferito, una storia d'amore disillusa ed amara, che abbinata alla descrizione del contesto mi ha lasciato addosso un'incredibile malinconia, ambientata nella Los Angeles della controcultura, il protagonista è un aspirante architetto squattrinato che deve pagare un debito per non farsi pignorare la macchina, che vive una relazione ormai agli sgoccioli, visti i continui contrasti con la compagna ed una comunicazione arrivata al capolinea, da qui, dopo una lite con quest'ultima, inizia a vagare per la città alla ricerca di un modo per procurarsi questo denaro, la prima parte, quasi episodica, mostra diversi momenti che approfondiscono il contesto di fine anni sessanta, la visita al suo amico, musicista che fa parte degli Spirit, famosa band californiana, molto in voga al periodo, la visita ad altri amici nella loro redazione del giornale, dove apprende la notizia da parte dei suoi genitori che dovrà arruolarsi per il Vietnam, ed infine, l'incontro con questa modella, da cui viene subito affascinato, che lo porterà a seguirla fino allo shop dove lavora per farsi scattare delle foto.

La seconda parte, che coincide con la rottura definitiva con la fidanzata ed il ritorno allo shop per parlare nuovamente con la modella e conoscerla meglio, scende nell'animo dei caratteri, qui i dialoghi si fanno più introspettivi, i due personaggi vengono tratteggiati in maniera definita, la splendida conversazione tra i due mostra delle attitudini differenti, il protagonista è un uomo in realtà di origine benestante la cui vita è stata incanalata dalle aspettative di genitori e conoscenti, ma incapace di esprimere il proprio essere e che finisce costantemente in un limbo di insoddisfazione che lo porta verso una realtà vuota e priva di stimoli, salvo poi trovare la motivazione per ricominciare proprio in Lola, che a sua volta ha un background doloroso e disilluso, non credendo più nell'amore dopo la brusca separazione dal marito, lavorando come modella di nudi per mantenere l'amato figlioletto in Francia, che dovrà raggiungere nei giorni successivi, questa sua disillusione nei confronti dell'amore diventa un elemento insormontabile all'interno del rapporto tra i due, nonostante l'attrazione provata, nonostante la decisione di passare la notte insieme, la dura realtà affievolisce le speranze idealizzate dal protagonista di poter ricominciare di nuovo, andandosi a scontrare con l'ormai pessimismo di Lola che rinuncia anche a darsi un'opportunità in amore per via delle traumatiche esperienze passate.

A tal proposito, la scena finale, nella quale il protagonista parla al telefono con la coinquilina di Lola, che annuncia che è appena partita, nel mentre gli portano via la macchina, è di una potenza emotiva incredibile, ma ciò che colpisce più di tutto è il mood che si respira per tutta la durata, in un contesto storico di grande cambiamento, in cui il protagonista si ritrova perduto, prima di incontrare Lola senza il minimo scopo, rifiutando ogni lavoro con qualsiasi scusa, con l'ombra del Vietnam minacciosa che sembra stroncare ogni speranza di futuro, rendendolo totalmente scevro di vitalità e motivazione.

Bellissimo film di Demy, che mi ha dato la sensazione di voler descrivere in maniera disillusa, quasi apatica, questa generazione, anche in tempi non sospetti in cui la speranza per il cambiamento non si era ancora affievolita, il viaggio sotto il sole cocente di Los Angeles lascia una sensazione di vuoto incredibile, ed empatizzando col protagonista, anche dell'assenza dell'unico motivo per ricominciare, siamo ben oltre il semplice film sentimentale, stupendo.