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ODISSEA (2026) regia di Christopher Nolan

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stratoZ     8 / 10  19/08/2026 19:59:53 » Rispondi
ATTENZIONE POSSIBILI SPOILER

Sinceramente, non mi aspettavo mi piacesse così tanto, Nolan traspone un classicissimo ed a mio parere ottiene uno dei risultati migliori della sua carriera, un film intensissimo emotivamente, messo in scena molto bene, ereditando i messaggi universali dell'opera ed adattandoli alla contemporaneità, la storia di Ulisse in fondo tratta diversi argomenti, il senso di colpa, la redenzione, l'atrocità della guerra, l'oscuro e fallace animo umano, arrivando a toccare tematiche crepuscolari riguardanti la fine di una delle più grandi civiltà allora conosciute, tutti elementi messi in scena abilmente, dosati da un montaggio che nonostante la complessità non spezza mai il ritmo, ma anzi va a trecento l'ora e riesce a gestire bene tutte queste componenti, lasciando ad ognuna il giusto spazio e regalando delle sequenze semplicemente straordinarie, a partire dallo stesso incipit, in cui pian piano il personaggio di Ulisse viene introdotto, alle prime grandi sequenze del viaggio verso casa, toccando il mito, plasmandolo a piacere, da Polifemo in quella buonissima scena nella grotta, con una forte dose di suspense, all'incontro con Circe, in un'insolita svolta verso il body horror per il regista, prendendo spunto da un cinema fino ad ora lontanissimo dalle sue corde come quello di Yuzna e Gordon, nella quale la maga sfrutta la fame degli uomini per trasformarli in maiali, o ancora, i bellissimi momenti in cui arriva ad incontrare le anime dell'Ade, in cui la solennità si impenna, i significativi dialoghi con Agamennone e Sinone, con quella fotografia così cupa e tutto il risentimento dei personaggi, a cui la guerra ha tolto tutto nonostante ne siano stati i vincitori, i radiosi momenti con Calypso, in quell'isola in cui Ulisse rimane bloccato per lunghi anni, arrivando ad una parte finale in cui il pathos subisce un'impennata incredibile, la potenza emotiva di queste sequenze, costruita abilmente e pian piano dai lunghi momenti ad Itaca in cui viene mostrata la meschinità degli uomini e la loro brama di potere, contrastata dalla resistenza di pochi fedeli, da Penelope che disfa ogni notte la tela, a Telemaco, figlio che non ricorda il padre, passando per i toccanti episodi riguardanti Eumeno ed Argo, il fedele cane di Ulisse, ecco quest'insieme riesce ad accrescere un'epicità incredibile, scandita dall'ottimo montaggio, un sonoro eccezionale, che porta a momenti devastanti, dall'incontro in incognito di Penelope ed Ulisse, vestito da mendicante, con quella colonna sonora di Goransson, semplicemente meravigliosa, uno dei momenti più intensi del film in cui fuoriesce tutto il rimorso esistenziale, ora che il personaggio ha una visione più ampia, mettendo in gioco il contrasto tra gli ideali e quello che viene sacrificato per essi, fino a quel confronto sanguinolento della prova per accordare l'arco, che diventa un gustosissimo momento action, ad un certo punto mi sembrava di assistere alla scena degli 88 folli di Kill Bill.

Nolan firma uno dei kolossal più belli degli ultimi anni, dove l'epicità sgorga fortissima, dove la narrazione valorizza ed amplifica i concetti dell'opera originale, dove lo spettatore è travolto a livello sensoriale dalla grandiosità delle sequenze, dove l'emozione arriva a toccare corde di cui non avrei mai sospettato, raggiungendo un lirismo che fino ad oggi non avevo mai trovato nell'autore - con il quale ho un rapporto altalenante - film stupendo.