kowalsky 7 / 10 21/08/2026 02:26:04 » Rispondi Mi stupisco che un solo cineasta (italiano) sia riuscito a raccontare tre crimini diversi da tre nazioni diverse, prendendo spunto dalla letteratura e dai cineasti che forse ammirava. È un film ben strano, imperfetto e controverso, questo di Antonioni. Irritante per il comizio morale dell'imput narrativo e con qualche caduta di tono nello sviluppo delle storie. Diciamo che il primo episodio anticipa Cayatte ("Prima del diluvio") e Carne ("Peccatori in blue Jeans") ma è sviluppato in modo faticoso e tedioso, nonostante il buon epilogo. L'episodio italiano anticipa in modo forse pedestre le ambientazioni de "Il grido" risultando però debole e poco incisivo, nonostante la buona prova degli attori. Ma il vero gioiello, degno di un noir classico, è il terzo episodio, quello inglese, magnifico nella sua apparente assurdità nel suo irriverente cinismo. A tratti, sembra di vedere un omaggio al film muto. È davvero sorprendente vedere Antonioni apparire come un Arthur Conan Doyle e muoversi tra Piccadilly Circus e le gare dei cani (di cui sono un fervente detrattore)