La quintessenza di quello che il cinema non dovrebbe essere per me, una catastrofe, in cui non riesco a salvare nulla, dal soggetto stesso che praticamente è un elogio al capitalismo che porta il lavoratore allo stremo, allo stile da latte alle ginocchia, la collisione tra uno dei peggiori registi di sempre ed un pessimo attore, che ormai per me è diventato garanzia di film di m3rda, crea questa sorta di asteroide cinematografico, perfetto rappresentante di un cinema melenso, retorico, studiato a tavolino, in cui l'arte non ha il minimo spazio, è tutto un continuo compiacimento allo spettatore, un fazioso racconto di una realtà che non esiste, arrivando ad essere dannoso ideologicamente, Muccino che si mette al servizio della propaganda made in USA, in breve, la mia nemesi, ma andiamo con calma.
Già la narrazione è terribile, ogni scelta è abominevole, c'è poco da fare, con questa famiglia in difficoltà economica, il protagonista che corre tutto il giorno per vendere questa sorta di macchinario medico di cui non frega un c4zzo a nessuno, ovviamente questo porterà la moglie a fuggire di casa, perché in fondo, in un film così perché non mettere una donna interessata solo ai soldi e che appena le cose vanno male abbandona tutti? Mi sembra giusto, poi aggiungiamo, la scuola dove va il figlio del protagonista, gestita da una donna orientale, che ovviamente bisogna mostrarla come ignorante, visto che non sa scrivere nemmeno happiness, va bene dai, un po' di razzismo l'abbiamo inserito, poi, fammi pensare, ah si, mandiamo il protagonista a fare un colloquio per essere preso a questo corso e facciamo rubare uno dei suoi macchinari ad una hippie, ovviamente anche loro sono i nemici del capitalismo, descriviamoli come ladri, ed infine, facciamo una seconda parte dove il protagonista, una volta diventato stagista per questa società, spacca i c0glioni a tutti per promuovere questo fondo pensione, lo facciamo andare fino a casa del potenziale cliente, poi alla partita di baseball dove sta tutto il tempo a parlare di lavoro quando le persone volevano solo godersi la partita in pace, ma l'apice viene raggiunto nelle sequenze in cui viene esaltato il fatto che lui per vendere abbastanza durante la giornata rinuncia a bere ed andare in bagno, o ancora, la scena in cui viene investito da una macchina, ma al posto di andare a farsi un controllo, torna in ufficio perché deve performare, ma che roba è ragazzi.
E tutto il film è un elogio a questa iper performatività, col protagonista ed il figlio che corrono da una parte all'altra tutto il tempo, senza avere il minimo tempo per nulla, un disastro che poi ovviamente culmina con il finalino consolatorio, che dopo tutte le difficoltà subite, l'aver fatto da zerbino, l'aver rinunciato a bere e pisciare, gli fa ottenere il posto, perché la ricerca della felicità ovviamente è questo, con i simpaticissimi e buonissimi dirigenti d'azienda descritti come i salvatori del mondo.
Ed il bello è che stilisticamente riesce anche ad essere peggio, questo stile verbosissimo, con Will Smith che ogni tanto recita frasi fuori campo "ecco, questa parte della vita, la chiamo…" i vari momenti col figlio, come quello ridicolo nel campo da basket, ancora con ste frasi motivazionali da biscotto della fortuna, i vari slow motion delle persone che camminano sui marciapiedi della città con la musichetta al piano in sottofondo, i primi piani di Will Smith con la faccia da trota, forse forse l'unico aspetto positivo è una cosa che non accade, ovvero che rispetto agli altri film di Muccino, quantomeno, si evitano urla gratuite, stai a vedere cosa mi tocca trovare per dire qualcosa di buono sul film.
Un disastro, mi ha fatto venire voglia di andare a lavorare al comune e lamentarmi quando mi devo alzare per fare 2 fotocopie dopo tre ore a giocare al solitario.