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CRY MACHO - RITORNO A CASA regia di Clint Eastwood

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stratoZ     5 / 10  28/08/2026 12:13:03 » Rispondi
ATTENZIONE POSSIBILI SPOILER

Facciamo la premessa che, oh, in questo film Clint ha 91 anni, e dirige ed interpreta il ruolo di protagonista, anche con una certa energia, non mancando le sequenze in cui deve dare qualche cazzotto, muoversi parecchio, andare di matto, solo per questo, tanto di cappello, una forma eccezionale per l'età, il film in sé è però poca roba, il problema principale è l'originalità, soprattutto nella seconda parte, intendiamoci, è l'ennesimo road movie dove due persone totalmente distanti, con degli attriti iniziali e problemi diametralmente differenti, col passare del tempo e degli episodi stringeranno amicizia e si aiuteranno reciprocamente, ed all'interno di queste dinamiche purtroppo vi è una narrazione stantia, che procede nella maniera più convenzionale possibile.

L'inizio mostra un certo potenziale, che a tratti mi ha ricordato quelle pellicole di stampo crepuscolare, un po' stile western contemporaneo alla "The Misfits" di Houston e "Bronco Billy" dello stesso Clint di oltre quarant'anni prima, con la storia di questo ranchero che ai tempi era un fenomeno del rodeo, che finiva su tutti i giornali e vinceva titoli, ma oggi, in seguito all'età ed al brutto lutto che lo ha colpito, ha perso la motivazione, ed anche il lavoro - ma grazie al ca, a 90 il problema è che fino a poco prima lavorava ancora, ma vabè, sorvoliamo - che un bel giorno viene mandato dal suo ex datore di lavoro, a cui a detta sua deve molto, a riprendere il figlio in Messico, da qui inizia l'avventura che vede la convivenza tra i due, dopo numerosi contrasti con la madre ed i suoi scagnozzi parecchio loschi, l'anziano ranchero, il giovane, ancora minorenne, ma con già qualche problema con la legge, ed il suo gallo da combattimento, probabilmente il miglior personaggio del film, intraprendono questo viaggio che riserva numerose sorprese.

E qui il film si accascia su una narrazione troppo prevedibile, non mancano i problemi, i contrasti tra i due che si urlano addosso per quanto sono inc4zzati, il mondo esterno ostile tra forze dell'ordine corrotte, ladri di macchine che li lasciano in mezzo al nulla, scagnozzi della madre che li pedinano e creano altri problemi ancora, quella forte disillusione che viene mostrata da due punti di vista diversi, il vecchio che ha avuto i suoi momenti di felicità con la famiglia, ma che ormai è rimasto solo ed addolorato dopo la morte di moglie e figlio, ed il giovane, mai realmente accudito, con una famiglia disfunzionale, che però ha ancora la possibilità di redenzione, da qui si alternano appunto questi momenti duri alle classiche scene più morbide, quelle dove la sera i due presi dalla malinconia si confidano, intraprendono dialoghi aprendo ai loro problemi, stabiliscono una complicità reciproca.

Il film procede episodicamente in maniera abbastanza goffa, gettando nella mischia altri elementi come la storia d'amore con Marta, che sembra segnare la rinascita del protagonista, a mio parere parecchio forzata, ed i tipici momenti da mentore del vecchio che cerca di imporre una linea dura col giovane per formarlo.

Non è terribile, ma da la sensazione di già visto per praticamente tutta la durata, un Clint poco ispirato, che però a 90 anni suonati continua a tirare cazzotti.