Cult anni ottanta, che personalmente non sento mio, è il classico film che si apprezza da adulti quando genera ricordi d'infanzia, questo con me non accade, essendo che l'ho visto soltanto da grande e di conseguenza, nel complesso mi lascia abbastanza freddo, è uno di quei film pieno di pupazzoni per cui personalmente non stravedo - un discorso simile, che non me ne vogliano i fan della saga, lo faccio anche per "Il ritorno dello Jedi" -, con diverse sequenze che trovo anche goffe e viste oggi, invecchiate malino, poi però carità a livello concettuale c'è diversa roba interessante, per essere un film con un target perlopiù fanciullesco, riesce a veicolare bene il messaggio di autodeterminazione, forza di volontà e del credere in sé stessi, così come mostra bene il filo che lega l'opera letteraria alla realtà, l'influenza nella formazione del giovane protagonista, come un mondo fantastico diventi ispirazione per la vita reale, come la fantasia diventi motore delle proprie azioni ed ambizioni, ecco sotto il punto di vista formativo è anche un buon prodotto.
La messa in scena però per i miei gusti è troppo giocattolosa, le stesse ambientazioni, spesso sospese, di questo regno fantastico, le trovo poco suggestive, le diverse sequenze, di cui molte diventate di culto, non eccellono per qualità, certo la morte di Antrax in quella palude, è comunque un colpo al cuore, ma i successivi momenti, come quello con la tartaruga gigante, che starnutisce continuamente e con cui il protagonista non riesce a comunicare, risultano abbastanza blandi, così come i momenti dopo con Fùcur, questa sorta di drago lunghissimo con la faccia da labrador che salva il protagonista da morte certa, altre prove come quella delle sfingi che mettono in gioco il protagonista, da più classico manuale di viaggio dell'eroe, fino all'incontro col temibile Gmork che da vita ad un dialogo che diventa un lungo spiegone sul significato del viaggio del protagonista.
Qualche momento carino nella parte finale in cui si concretizza il concept del film, tra il lettore che influenza la storia all'interno del libro, andando verso un tentativo di metanarrazione, fino all'ironico finale, ma nel complesso, non ci stravedo e personalmente tra i grandi fantasy anni 80' è uno di quelli che preferisco meno.