Avevo molta curiosità di vedere questo nuovo fenomeno virale nato sul web e portato al cinema. E la curiosità è rimasta intatta durante il prologo e per quasi un'ora, poi il mistero comincia a intuirsi, passando dalla transizione psicologica del primo protagonista al mistero replicativo di un luogo ancestrale che tenta di copiare ciò che lo circonda. L'atmosfera è altalenante, a causa di un montaggio che spezza volutamente (credo) il ritmo, passando da un momento di massima allerta a un altro in cui si analizza il ricordo dell'altro personaggio protagonista. Questa scelta registica non sempre mi ha convinto. Allo stesso modo, ho trovato penalizzante la mancanza di spiegazioni chiare, lasciate a uso e consumo dello spettatore e probabilmente pensate per lasciare la porta aperta a un possibile seguito, visto anche il tentativo di espandere il concetto con la lunga scena dopo i titoli di coda. Vedremo se ci sarà un sequel. Complessivamente non mi ha lasciato granché a livello emotivo e in termini di paura, ma riconosco a Backrooms una discreta originalità di base e una certa atmosfera tra mistero e inquietudine che non lascia del tutto indifferenti, regalando comunque una visione quantomeno intrigante.