Kasdan realizza un western dalle influenze crepuscolari in un periodo non particolarmente florido per il genere, prima che negli anni novanta qualche perla gli desse uno scossone di vita, "Silverado" presenta tanti omaggi al genere, a partire dai riferimenti all'opera di Ford, con quella sequenze iniziale e la famosa inquadratura attraverso la porta, sviluppando poi il film con una struttura tra road movie e revenge movie, assemblando questa squadra fatta dagli ultimi, ex detenuti, un rapinatore sulla via della redenzione, un uomo di colore costantemente ripudiato dal contesto ancora estremamente razzista, che si andranno a scontrare contro un sistema corrotto ed opprimente, un capitalismo che dissangua la popolazione, spingendo sempre di più sul west, in fondo la struttura ed il significato del film ricordano tanto la storia di Jesse James, mettendo contro i protagonisti una serie di nemici, da una banda di criminali con mire espansionistiche, estirpando le terre dei poveri agricoltori, alla corruzione di uno sceriffo, vecchio compagno di scorribande di uno dei protagonisti, altro elemento crepuscolare che mostra la fine dell'epoca del west più selvaggio, con un vecchio criminale passato dalla parte della legge - e qui è difficile non pensare a "Pat Garrett & Billy The Kid", a proposito di elementi crepuscolari -
Sulla carta tanta roba, considerati anche i grandi mezzi a disposizione, tra un cast di star in cui troviamo Kevin Costner, giovanissimo, nel ruolo del fratellino pazzo che fa una rissa ogni tre per due e ci prova con qualsiasi donna respiri, Jeff Goldblum, una sorta di ludopatico che è arrivato in città dopo aver sposato la sorella del personaggio di Danny Glover e vuole andare scommettere qualsiasi cosa, altri ottimi comprimari come Rosanna Arquette e John Cleese ed il fedelissimo del regista Kevin Kline, delle validissime ambientazioni del far west, una regia ad ampio respiro che regala bei campi larghi e qualche sequenza carina tra inseguimenti e sparatorie, tra cui quella finale in cui i quattro combinano un panico con questo bestiame costantemente tra le scatole, ma il problema del film a mio parere è una parte centrale troppo elaborata, nella quale la narrazione è costantemente divisa nel mostrare le sottotrame di ognuno e perde man mano di pathos ed empatia, andando a spezzettare fin troppo, rendendo quasi difficile seguire ogni dettaglio e smorzando la tensione drammatica.
In ogni caso è un prodotto valido, ma che sa leggermente di occasione sprecata.