wuwazz 6 / 10 07/09/2026 14:48:34 » Rispondi Dopo il terrificante Toy Story 4, la regia torna ad uno dei suoi "padri", Andrew Stanton. L'idea di base è buona, ma siamo molto lontani dall'equilibrio e dalla grandezza dei primi tre capitoli. Si vede che quella di Stanton è una incursione delicata, che non vuole stravolgere le scelte fatte nel capitolo precedente: Woody viene rievocato così di punto in bianco, perché i giocattoli sono in difficoltà, e alla fine
lo vediamo andarsene altrettanto così, di punto in bianco, riportando le cose a come le aveva lasciate toy story 4
Forky viene messo totalmente da parte, come è giusto che sia; è come se fosse stata creata un'avventura bolla nella macro narrazione di Toy Story. Ma mi domando: questa metodologia sarebbe ripercorribile? Certamente no: per far riunire di nuovo Woody e Buzz ci sarebbe di nuovo bisogno di una richiesta di aiuto lanciata da uno dei gruppi, forky, per evidenti limiti di caratterizzazione dovrebbe essere ancora lasciato totalmente sullo sfondo: le dinamiche sono sempre le stesse: il bambino diventa grande, il destino dei giochi ha un limitato numero di opzioni, che sono già state tutte vagliate. Secondo me questo Toy Story è quello che sarebbe dovuto essere Toy Story 4; magari poi ci sarebbe stato spazio per un 5 o un 6, ma con la storia di Forky, dei giocattoli abbandonati e lo snaturamento di Woody (più gestire Buzz come fosse un totale idiota, ma questa è una gravità narrativa di tutt'altra specie) Toy Story 4 ha guastato la continuità e messo la saga in una posizione difficile da continuare senza forzature. Perché Toy Story E' Woody e Buzz, e Woody e Buzz DEVONO essere coerenti con loro stessi, tutte cose che il 4 ha deliberatamente distrutto, per raccontarci la solita storia della scelta in nome dell'amore. E fateci caso: Bo Beep era stato deliberatamente messo da parte in Toy Story 3 proprio per lo stesso identico motivo: la storia d'amore=messa da parte, perché nell'universo di Toy story le questioni amorose tra giocattoli possono rimanere sullo sfondo (vedi Jesse e Buzz) ma MAI essere evidente motivo di scelte dirimenti del personaggio. Stanton si è trovato in un impaccio abbastanza evidente in casa sua: non poteva far tornare Woody immediatamente con Buzz e Co., perché questo avrebbe significato emettere un giudizio su chi aveva lavorato prima di lui; non poteva fare a meno di riportare Woody nel gruppo, perché Toy Story senza Woody e Buzz non si può vedere; quindi opzione numero 3: mi prendo i primi 7 minuti di film per portare le cose apparentemente come erano prima del 4, e poi mi prendo gli ultimi 7 minuti per riportarle come è stato deciso che devono essere nel 4. Nel mezzo: l'ennesima avventura di Woody e Buzz, veicolata da una storia che vede però al centro Jesse. Ma ahimè, un'altra nota dolente, quella fatale, è che quando si arriva a tirare le somme, a scoprire la morale, l'insegnamento tratto dai giocattoli (e dal pubblico), il film manifesta totalmente la sua sottigliezza.