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CRISI regia di Ingmar Bergman

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Invia una mail all'autore del commento kowalsky     7½ / 10  08/09/2026 22:20:30 » Rispondi
Il primo film di Bergman è un film potentissimo, elegiaco e dolente. E sarebbe stato ancora meglio se lo script non ricorresse troppo ai modelli hollywoodiani, con molte situazioni già viste. Eppure il talento di Bergman, la sua personale visione di Cinema c'è già, sia nei momenti leggeri (il ballo in walzer che si trasforma in un dissacrante boogie woogie) che in quelli più inquietanti (la testa modellata sulla madre di Nelly al salone di bellezza).
Se lo script è un emozionante ma furbo melodramma, i personaggi sono memorabili. Sarà pure una coincidenza ma la madre "vera" sembra davvero la stessa della scrittrice Irene Nemirovsky, con la sua smodata ambizione e il suo egoismo materno. Per contro, il personaggio maschile, un dandy adorabile e mascalzone, è uno dei personaggi più memorabili del cinema, e l'attore che lo interpreta - un incrocio tra Robert Donat e David Niven - è oltretutto fantastico.
Film sulle difficoltà delle "scelte" e sulla modesta felicità che beneficia una vita altrove onerosa ma infelice