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IL POSTO DELLE FRAGOLE regia di Ingmar Bergman

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amterme63     9 / 10  17/06/2006 17:02:56Nuova risposta dalla tua ultima visita » Rispondi
Un bellissimo film sulla sincerità dell’animo umano e sulla verità dei sentimenti. L’ambiente è quello alto borghese del nord Europa, con la sua severa educazione calvinista, l’etica del lavoro e il grande valore dato alla misura e alle leggi sociali. Un ambiente attraversato da più di una crepa, da più di un’inquietudine, da un’ansia di scoperta, di scavo delle proprie ragioni, da una sete di verità, da una voglia di ricostruzione su nuove basi del convivere sociale.
I personaggi che hanno seguito la ‘tradizione’ scoprono quasi tutti che nonostante il successo e gli onori, sono vuoti dentro e soprattutto sono soli. La solitudine è la punizione di chi non segue la strada della verità e della sincerità del cuore. Per fortuna, c’è ancora la voglia di proseguire, di conoscere l’errore, di rimediare. Il ricordo e il sogno sono le scintille che illumineranno le anime dei tristi protagonisti e accenderanno in loro la fiamma della speranza. Non tutto è perduto, anche se il film non dice se questa speranza poi si tradurrà in qualcosa di concreto o finirà in un fallimento.

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Bellissimo il personaggio del vecchio. Mi ci sono immedesimato. Mi ha aperto gli occhi sulla vecchiaia e mi ha suggerito di riflettere sull’effetto che può avere il proprio comportamente sugli altri. Meno riusciti gli altri personaggi, soprattutto i tre giovani che mi sono sembrati molto stereotipati (usciti da un film americano) e un po’ superficiali. Ma forse Bergman ha voluto fare un parallelo fra i vani giovani della gioventù del protagonista e i vani giovani d’oggi. Come dire: da giovani si fa tanto gli spavaldi e i frivoli, ci pensa poi l’età a far disilludere e ripiegare su stessi. Sarà sempre così.
L’impianto del film è tradizionale. Ci sono però allusioni e metafore e su tutte spicca quella del viaggio sia materiale che mentale.