Antonella In 7½ / 10 30/12/2006 16:02:13 » Rispondi Il truce prologo, dal sapore tarantiniano e immerso in un’atmosfera molto anni ’70 per colori, luce e inconfondibile look, è fondamentale, la parte più importante, grondante sangue e indizi decisivi, che vengono svelati, però, con abilissimo mestiere, solo nell’inaspettato “giro di valzer” finale. Il prologo è geniale, un vero colpo da maestro, soprattutto perché contiene un elemento geniale, unico e poco conosciuto: il racconto della “mossa Kansas City”, un espediente che è l’essenza della furbizia, un ipotetico Mr X ci fa guardare da una parte mentre ci sta ingannando dall’altra. L’ultima opera del “wonder boy” Paul McGuigan, un vero gioiellino di suspence, imperdibile e imprevedibilissimo, è interamente basata sulla teoria della pericolosa mossa Kansas City, e un granitico Mr Smith/Goodkat/Bruce Willis, spietato killer senza scrupoli, talmente serio da parodiare se stesso, ce lo rivela fin dall’inizio, ma tentando di metterci in guardia, in realtà, ci sta già fregando, insieme al regista e all’intero cast: mentre noi, seguendo la storia, guardiamo da una parte, tutti loro ci stanno preparando un colpo di cena conclusivo col “botto”. Slevin è un complesso quanto riuscitissimo gioco di specchi e immagini speculari, un rompicapo, un curioso quanto bizzarro incrocio tra gangster-movie, noir e commedia (!) nera, in cui niente ( e nessuno) è come sembra, un film dal ritmo avvincente, sostenuto da un montaggio da capogiro (un frullato vorticoso di flashback, split-screen, piani temporali incrociati che si incastrano con precisione millimetrica), da dialoghi dissacranti, brillanti e serratissimi, toni surreali e un cast stellare. Al centro del complicatissimo intreccio,il più classico degli equivoci: uno scambio di persona. McGuigan ci spiazza: mette insieme tutti i clichè tipici del genere thriller/noir, i più seri, drammatici e violenti del caso e si diverte un mondo, con una considerevole dose di cattiveria e sorprendente inventiva, a ribaltarli, deriderli, farli a pezzi e rimontarli; imbastisce una vicenda volutamente inverosimile, ma dalla carica ironica travolgente, che incolla allo schermo, confonde e rimescola di continuo le carte in tavola, coadiuvato da una sceneggiatura perfetta, un meccanismo che non conosce pecche, fila via che è una meraviglia, e il cui tratto originale e caratterizzante è un linguaggio ben più colorito e vitale rispetto a quello delle gangster story tradizionali. A completare il diabolico puzzle ci pensa un gruppo di personaggi (dalle multiple intenzioni e personalità) interpretati da attori da applausi: Freeman e Kingsley, legati schiena contro schiena sono MA-GNI-FI-CI; il già citato Bruce Willis, nonostante il ruolo forzatamente “monoespressivo”, è esilarante; Tucci versione sbirro cattivo-cattivo è fantastico; Lucy Liu, coroner abbigliata come una liceale, è frizzante e dolcissima (occhioni scuri da amore al primo sguardo). In testa a tutti Josh Hartnett, il giovane e ingenuo (ma sarà veramente così?) Slevin, il bravo (e sfortunato) ragazzo della porta accanto, quello ideale a cui chiedere una tazza di zucchero, quello dalla faccia pulita che ispira tenerezza, dal naso rotto (poverino!...) e dal sorriso disarmante, un po’ strafottente e ingenuo, che forse prende un po’ troppo a cuor leggero la girandola di equivoci, vendette e minacce (di morte) in cui viene catapultato con tanto di pantofole e asciugamano in vita ( tutta questa scena è incredibilmente surreale e divertentissima). Hartnett è irresistibile, è la scelta vincente di un regista che dimostra di avere le idee chiare e un particolare fiuto nello scegliere i suoi complici, e Slevin, con il suo look retrò, maglioncini a rombi e capello al vento, il suo sorrisino ineffabile e la carica naif, ci infligge il colpo fatale. E’ più spietato, freddo e crudele di Goodkat, ha fatto fuori tutti (tutti tranne UNA) senza nessun rimorso di coscienza e grazie alla sua abilissima macchinazione ha chiuso il cerchio con una mossa che non ci saremmo mai aspettati, una perfetta mossa alla Kansas City.