phemt 7½ / 10 04/09/2007 10:00:06 » Rispondi Un film sulla droga, un film sulla dipendenza, un film sulla degenerazione che nasce dall’eccessivo utilizzo di sostanze stupefacenti, ma in realtà è un film sulla degenerazione che nasce dal male interno che i quattro protagonisti si portano appresso, è un film sull’alienazione e sulla solitudine e, malgrado si intuisca con facilità dove il film andrà a parare, è praticamente impossibile distogliere gli occhi dallo schermo… Aronofosky dopo l’interessante Pi Greco sforna un drammatico drug-movie che brilla (in parte) per profondità e (molto di più) per alcune notevoli sequenze (praticamente tutte quelle in cui è presente la Burstyn in “viaggio”)… Lo stile dell’emergente regista è interessante e virtuoso ma Aronofosky esagera nel voler dare un che di troppo modello-videoclip al film (cosa secondo me quasi sempre sbagliata) e si perde nel loop tossico mostrato fino all’eccesso… A dir poco notevolissima l’ultima parte fatta tutta con montaggio in parallelo sui quattro protagonisti con in sottofondo i Kronos Quartet, buono il cast in cui brilla una mostruosamente brava Burstyn che ruba la scena a tutti… L’andamento della sceneggiatura lega un po’ le mani al regista e porta ad un finale che non poteva essere differente… Fondamentalmente un grosso videoclip che riesce però (in parte) a far riflettere e ad intristire lo spettatore costretto a portare pietà verso i protagonisti…