phemt 8 / 10 20/10/2007 09:56:12 » Rispondi Nel 2005 James Wan aveva fatto il botto (ma di quelli forti) con il primo Saw, film a basso budget divenuto base e punto di partenza (insieme all’Hostel di Roth) del nuovo corso horror-mainstream del cinema americano…. A distanza di 2 anni Wan ci riprova (mantenendo l’amico Whannell al co-soggetto e alla sceneggiatura) abbandonando però ogni velleità “alternativa” con un horror mainstream che tuttavia, a conti fatti, si discosta molto dal filone che lui stesso aveva inaugurato… E Wan mostra pure una gran dose di coraggio cambiando completamente contesto in un periodo in cui la maggior parte dei giovani registi in rampa di lancio si perdono tra remake, seguiti o film che mantengono la stessa struttura dei successi del recente passato… Infatti chiariamo fin dall’inizio che Dead Silence e Saw (flashback esplicativo finale con montaggio veloce e musichetta che sale a parte) non hanno davvero nulla in comune… Peccato che questo coraggio non sia stata premiato dalla nostra distribuzione che preferisce non farlo passare nei cinema (e qualcuno dovrebbe spiegarmi il perché) e che in fase di traduzione utilizza gli stessi doppiatori di Saw…
E la scelta di doppiare il padre con la voce dell’enigmista mi ha subito fatto pensare che in un certo senso lui centrasse qualcosa con la storia…
Ghost story quasi a metà tra il gotico di classe e il jap style che è andato per la maggiore negli ultimi anni, Dead Silence è un gran bel film non esente da difetti ma avvincente e molto curato… Burattini, marionette e pupazzi sanno essere molto inquietanti ma possono con facilità far scivolare il film nel ridicolo se il regista non è attento… E Wan è attento, dirige bene, sfrutta alla grande l’ottima scenografia e la curatissima fotografia e probabilmente è aiutato anche da un signor budget, forse addirittura eccessivo per una produzione del genere… Non lesina momenti di grande tensione e alcune trovate notevoli (l’eliminazione di ogni tipo di suono proprio nell’attimo in cui sta succedendo qualcosa su tutte) e si permette anche una citazione vistosa, oltre che ad Argento, a Mario Bava (il personaggio di Mary Show sembra preso di peso da I Tre Volti della Paura)… Wan e Whannell inseriscono anche un personaggio con risvolti comici (il detective) che in un paio di momenti riesce a strappare più di un sorriso… Il problema del film è la storia di fondo che è un po’ fiacca e sa di già visto lontano un chilometro, ma finalmente i dialoghi di Whannell (reduce dal terribile Saw 3) non sfiorano il ridicolo e il colpo di scena finale (come già detto in Saw-style) anche se non blocca il fiato fa la sua discreta figura…
Wan si conferma regista di talento e speriamo non si debba portare appresso per sempre l’astio di tutti quelli che partono prevenuti perché lo ritengono colpevole di aver iniziato una saga come quella di Saw… In attesa del suo terzo film, che sarà la vera e propria prova del nove, Dead Silence è un film da consigliare ad ogni appassionato di horror stufo di vedere i cloni di Hostel che le produzioni americane continuano a propinarci…