piernelweb 9 / 10 07/02/2008 21:55:59 » Rispondi Girando a 360° gradi attorno ad un film, prima o poi si riesce ad individuare la prospettiva giusta per avvalorare la voluta e personale tesi critica. No fa eccezione "Forrest Gump"; il pluripremiato film di Robert Zemeckis che diversi esperti hanno messo in discussione perchè "premia l'atteggiamento conservatore e di subordinazione al sistema, assumendo in tal senso connotati politici ben precisi". In realtà il film del regista di "Ritorno al futuro" è una gradevolissima commedia dolceamara che si configura come l'apologia dell'uomo mediocre che accompagnato da un destino benevolo, inconsciamente e suo malgrado riuscirà a raggiungere il successo. Un film parzialmente ottimista (ma dove sta scritto che un film impegnato per essere importante debba per forza essere pessimista?) caratterizzato da una narrazione brillante, ricca di trovate, di fittizie collocazioni storiche e incontri con prestigiose personalità per il protagonista. Parallelamente Zemeckis contrappone la disavventurosa e sfortunata esistenza di una donna di talento, (l'amata Jenny) divertendosi a dissacrare la storia americana dagli anni 60 ad oggi irridendo la sopravvalutazione del mito (malattia moderna abbastanza grave) per la quale ogni gesto o azione cova in sè un significato simbolico (Forrest corre per 3 anni senza fermarsi semplicemente perchè gli và e non per un'ideale). In definitiva un film da incorniciare che celebra la fortuna come il segreto della vita; più forte e dirompente di ogni volontà o intelligenza. Le lacrime finali sono un pò troppo sottolineate, ma possiamo negarne l'appartenenza umana?.