tylerdurden73 7½ / 10 01/03/2010 15:15:10 » Rispondi L’inferno di un ospedale psichiatrico e il paradiso illusorio che sta al di fuori.Tre ragazzi reclusi in un istituto di igiene mentale fuggono dal posto degradato e angosciante nel quale sono stati costretti.Utilizzano un muro di cinta per evadere e quindi riassaporare le calde carezze del sole convinti che l’Armageddon sia ormai prossimo.Nessuna paura per chi non ha nulla da perdere,solo la speranza di rinascere mondati dalle proprie pene. L’impossibilità di scendere dal muro sottolinea la disperata condizione dei ragazzi,estranei ad un mondo che li vorrebbe reclusi e dimenticati per sempre,angeli per qualcuno,per altri pericolosi fuggiaschi da nascondere agli occhi dei “normali”. Non fosse per i tanti argomenti intavolati,non sempre risolti con chiarezza e per una colonna sonora,sicuramente affascinante,ma troppo insistita,staremmo a parlare di un capolavoro. Purtroppo così non è,Iwai Shunji mostra un gusto estetico fuori dal comune ma anche la tendenza ad una sovrabbondanza tematica che ne annacqua gli intenti. Il regista è comunque abile nel districarsi tra atmosfere oppressive,deliranti allucinazioni e una dolcezza visiva che lascia senza fiato,a tal proposito il finale è roba da tramandare ai posteri,meraviglioso e tremendamente pessimista. In esso risiede l’essenza di un mediometraggio volto a mettere in risalto una malinconica inadeguatezza,la quale permea per intero la pellicola e che trova la sua valvola di sfogo in un gesto in cui è racchiusa la consapevole disperazione,percepibile solo superficialmente sino ad allora,di una speranza tramontata con il giorno e incidente con una fine del mondo non globale, come pronosticato/desiderato,ma soggettivamente ineccepibile.