Freddy Krueger 6 / 10 04/03/2011 21:26:35 » Rispondi E' praticamente uguale al film di Alfredson. Non c'č niente da fare, questa č la mania della produzione cinematografica americana: rifare alla lettera i film, come hanno fatto con Rec, Psycho, o con gli horror giapponesi Reeves (Cloverfield) non ha pensato che si poteva aggiungere qualche elemento in pių, dal momento che il libro aveva tantissimi altri temi e personaggi che Alfredson ha voluto eliminare. Neanche i difetti sono stati cambiati (anche qui non si capisce come ha fatto l'investigatore a capire chi era il killer). L'unica cosa che non dovevano cambiare, ovvero l'ambientazione, l'hanno cambiata! Qui sono in New Mexico, e chissā che diavolo c'entra con le lande desolate e inquietanti della Svezia.. Quindi, aldilā del dubbio sull'utilitā di questa pellicola, rimane il fatto che č comunque godibilissimo, l'atmosfera č stata ripresa decentemente e la trama appassiona alla stessa maniera delle altre opere. Anche riguardo gli interpreti hanno scelto quelli giusti (il Kodi di The Road, Chloe Moretz di Kick Ass). In conclusione, se Reeves ci metteva qualcosa di suo poteva risultare un gran bel film.
jack_torrence 15/03/2011 22:35:14 » Rispondi Assolutamente meglio questo dell'originale, sotto tutti i punti di vista. Quella che vale tanto è la storia di partenza, quella del romanzo. L'adattamento svedese è buono, ma quello americano perfeziona la trasposizione cinematografica, lavorando di cesello. E' un bene che non abbiano portato modifiche alla storia: è ottima così. I miglioramenti sono minimi ma significativi. Quanto alla messa in scena, è molto diversa e a mio giudizio più efficace e funzionale quella americana.
Quanto all'ambientazione nel New Mexico, è impensabile che un film americano vada a svolgersi in Svezia. Non vedo perché si dovesse svolgere proprio a Stoccolma poi: è una storia che può essere ambientata proprio dappertutto, purché sia inverno, faccia la neve e i fiumi ghiaccino...
Freddy Krueger 16/03/2011 12:28:12 » Rispondi Non sono d'accordo, questa storia è fatta per essere ambientata in Svezia con spirito, anima e cuore svedese. Difendere gli americani per aver fatto un remake uguale è ridicolo e pure abbastanza pericoloso: immagino che tu sappia che gli USA rifanno tutto senza ritegno né impegno, come per impadronirsi a tutti i costi di una trama che non hanno inventato loro. Sarebbe stato sensato fare un remake con alcune modifiche, ma questo non è avvenuto, mi pare. Anzi, le cose più interessanti le hanno tolte (adesso che mi viene in mente anche il taglio della vampira, punto focale). Poi ripeto, non è il più brutto remake che hanno rifatto e qui ti do ragione, ma è anche un'operazione fasulla e inutile.
jack_torrence 16/03/2011 12:55:29 » Rispondi Forse mi manca l'elemento per capire perché, ma non vedo assolutamente il motivo per cui questa storia debba essere necessariamente confinata alla Svezia. Io non difendo nessuno per spirito di parte, tantomeno gli Stati Uniti, però quando fanno buoni film fanno buoni film, e il remake di "Lasciami entrare" è molto buono, con un suo "perché" stilistico e una sua dimensione espressiva autonoma che lo rendono un film autenticamente riuscito. Dovrebbe essere pubblicata una mia recensione in cui ho spiegato ulteriori dettagli... Permettimi però di sospettare che parlare di operazione fasulla e inutile è, questo, spirito di parte, cioè discende da un pregiudizio verso gli USA che non tiene conto del loro mercato e di come un americano fruisce un film americano o straniero. Problemi loro? Certo. Non ci obbligano a vedere i film, possiamo vedere e scegliere di preferire quelli che vogliamo noi. Per noi italiani può essere incomprensibile perché gli Stati Uniti facciano un remake come questo, ma non lo fanno per imporlo al mondo: lo fanno per loro (poi rivenderlo sul mercato internazionale è secondario). Quindi mi pare improprio avere "rancori" a riguardo! E poi una bella storia di un romanzo è anche come un bel testo teatrale. Ognuno è libero di metterlo in scena come preferisce. Dico questo perché il pregiudizio verso il remake ("non toccate il film svedese!", la paura preventiva che possano impossessarsi di tutto "senza ritegno"...) implica il pensiero che un'opera artistica sia intoccabile, mentre dalla libertà di rifare, fedelmente o meno, non può che scaturire uno stimolo in più. Anche in questo, mai mettere limiti. Un remake non getterà mai un'ombra sull'originale, il cui valore resta intatto e inalterato.
John Carpenter 05/03/2011 11:23:59 » Rispondi Stephen King l'ha definito il miglior horror degli ultimi 20 anni!!!