Filman 9 / 10 11/12/2021 13:56:09 » Rispondi Dalla superficie di un mondo bellico e industriale fino a profondità abbandonate e in decomposizione. Il passo estetico e narrativo compiuto da Andrei Tarkovskij in STALKER è totale ed inesorabile. La fotografia è iconica, la scenografia al limite del possibile. Il mondo in cui il film barcamena lo spettatore è mentale, psicologico, uno stato del pensiero materializzato, marcescente, allagato, in rovina e pieno di cose dimenticate. I tempi dilatatissimi, la stanchezza dei protagonisti, il loro smarrimento emotivo sono l'unica cosa reale di questo capolavoro surrealista, che neanche affronta con filosofia la filosofia, ma si lascia totalmente andare ad un viaggio così profondo nel proprio inconscio da perdere contatto con la realtà di fuori, toccando la la propria anima con mano e dando forma alle proprie angosce e depressioni.