CyberWYX 6½ / 10 18/01/2026 17:39:57 » Rispondi Velluto blu si può considerare un po' la fucina di gran parte degli elementi presenti nelle opere successive del maestro, elementi che torneranno, più maturi e perturbanti, in altri titoli e soprattutto in Twin Peaks: alcuni attori, l'accompagnamento musicale di Angelo Badalamenti, certe atmosfere suburbane che celano malesseri invisibili. Eppure, proprio in questo film, tali elementi restano per me poco efficaci, come se fossero ancora in fase embrionale, in attesa di prendere la reale forma e potenza.
La struttura è quella di un noir con venature da giallo, ma senza la carica simbolica e ipnotica che amo nel Lynch più radicale. Il surrealismo, le intrusioni del perturbante e del paranormale – quelle fenditure nella realtà che di solito trascinano e disorientano – qui sono sorprendentemente rarefatte, quasi timide, appena accennate. Il risultato è un racconto che procede in modo più lineare del previsto e che ho trovato poco stimolante, a volte addirittura noioso.
Anche Kyle MacLachlan non mi ha convinto del tutto: l'interpretazione è buona ma l'età lo rende forse troppo adulto per un ruolo che avrebbe richiesto un'ingenuità più acerba. Più interessante, pur con riserve, l'ingresso in scena di Isabella Rossellini, che porta con sé un'aura fragile, disturbante e disturbata, uno dei pochi momenti in cui il film sembra davvero respirare lynchianamente.
Il finale mi ha colto più annoiato che scosso e questo pesa nel giudizio complessivo. Riconosco il valore storico e produttivo dell'opera, ma come esperienza personale la giudico poco più che sufficiente: discreto, importante come snodo, ma lontano da quel cinema visionario che per me definisce il vero Lynch.