Manticora 10 / 10 20/01/2026 09:36:20 » Rispondi La prima parte di Boyle l'attendevo con ansia, e devo dire che mi è piaciuta ma anche deluso per la costruzione narrativa lineare ma tutto sommato scontata. Invece qui complice sempre la sceneggiatura di Garland che non è perfetta ma APPROFONDISCE l'aspetto più importante, al di là del virus della rabbia gli infetti sono TUTTI UGUALI? Perchè gli Alfa
riescono a riprodursi? Perchè nonostante la forza fisica e la ferocia sono diventati una sorta di anello di congiiunzione tra la feralità, il virus e quello che resta di umano in loro?
La spiegazione a tutto questo è SORPRENDENTE e ha aperto delle porte che non immaginavo potessero aprirsi. Tutto ruota come la prima parte intorno al Dottor Kelson, che signori miei è praticamente la controparte veramente ben caratterizzata di Robert Neville, del libro del grandissimo Richard Matheson, non sto a dire chi è perchè è semplicemente scontato saperlo se si va a vedere un film del genere. Comunque
Kelson scopre che Samson cerca la pace lisergica della morfina, che sembra oltre a calmarlo dargli anche la possibilià di PENSARE, e soprattutto portarlo a RICORDARE quello che era prima del contagio, insomma rispetto agli infetti generici l'Alpha sembra mantenere tutte le capacità mentali di base di un normale essere umano, riemergendo dallo stato primitivo e riuscendo a convivere con il virus
Ovviamente Jimmy e la sua crew di ragazzini psicopatici invece cerca di tirare avanti
massacrando i pochi sopravvissuti che trovano o incontrano, Spike è ostaggio della loro mentalità malata che però è semplicemente una condizione precaria che non porta a nulla: spostarsi, esplorare, dormire, uccidere per rubare il cibo ai sopravvissuti e scegliere qualche dito per rimpiazarne altri, sempre facendo in modo che la leadership di Jimmy non venga messa in discussione....tutto qui
Si arriva così ad un finale teatrale, metallaro e tragico che segnerà il destino dei protagonisti, ma in maniera completamente diversa da quello che pensiamo.... Nia da Costa usa una regia semplice, forse anonima ma al suo terzo film almeno ha mano libera per fare quello che vuole e devo dire che come regista donna di film horror si è rivelata una sorpresa. La sceneggiatura di Garland nonostante qualche sbavatura è veramente ben scritta, bisogna fare un ATTO DI FEDE per un film del genere, non aspettatevi quello che vi aspettate, perchè credo che il finale sarà soprendente!