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LE COSE NON DETTE regia di Gabriele Muccino

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Filman     3½ / 10  oggi alle 11:41:47Nuova risposta dalla tua ultima visita » Rispondi
Come tutti i film di Gabriele Muccino, LE COSE NON DETTE, oltre ad essere un film veramente brutto, è un racconto che si muove all'interno di una nube di insopportabile e detestabile falsità.

Aldilà degli odiosi drammi da benestanti nullafacenti romani che bisogna sorbirsi, di famiglie che vorrebbero essere ideali ma sono completamente aliene alla realtà (praticamente non fare un figlio nel 2026 è una cosa aberrante, non lo sapevo e ne prendo nota) o che non fanno altro che urlare, come se essere psicotici fosse un motivo di pathos emotivo e non un motivo di vergogna... aldilà di questo...
Chi ci crede che il personaggio di Stefano Accorsi sia uno scrittore o un professore di filosofia? Uno che sembra non abbia mai aperto un libro in vita sua e le cui lezioni di filosofia universitarie si concludono con frasi ad effetto che ridicolizzano l'intera disciplina. Uno che si innamora come neanche il più idiota degli adolescenti delle sue studentesse e che ha zero capacità di essere razionale. Più che intellettuale ed artista in crisi sembra uno uscito dal Grande Fratello.
Miriam Leone se la cava solo perché il suo personaggio viene eclissato dalla stupidità del marito, ma al suo rapporto di coppia ci credono solo gli allocchi.
Claudio Santamaria ha la solita faccia giusta ma il suo ruolo è quello di una bambola strapazzata dagli altri e non se ne capisce il motivo. La moglie, il personaggio di Carolina Crescentini, è insopportabile. E' nevrotica? Perché portarla in viaggio, allora? Non torna che la figlia abbia quel carattere così maturo in una situazione di disagio sociale così forte.
E, chiudendo il cerchio, Stefano Accorsi che fa la figura paterna, quando poi non ne fa mezza giusta, è assolutamente inverosimile.
Tutto il dramma del tradimento che viene alla luce e che diventa un thriller con gente che va e gente che torna è estenuante, ma viene assolutamente battuto dal plot twist finale che sembra la parodia di una tragedia letteraria, che fa veramente mettere le mani nei capelli e che rappresenta perfettamente l'idiozia, l'assurdità e la totale improvvisazione di questo aborto filmico.
Ah, giusto, manca il personaggio di Blu: una giovane universitaria di provincia (si evince da ciò che dice) che però ha l'intraprendenza di una donna vissuta e flirta ed ha la padronanza del discorso di una femme fatale. Peccato che anche lei abbia un quoziente intellettivo miserevole e sia totalmente in balia della sua irrazionalità per tutto il film.

Gabriele Muccino è la vergogna di questo paese.