daniele64 7½ / 10 02/03/2026 10:00:53 » Rispondi Un attempato avvocato in crisi umana e professionale si trova per le mani un grosso caso di risarcimento danni .... Un dramma legale scritto da David Mamet , diretto da Sidney Lumet ed interpretato da Paul Newman . Basterebbe questo per farci capire che dobbiamo aspettarci un gran bel film . Ed infatti questo non sarà un capolavoro assoluto ma è senz' altro un film notevole , a dispetto di una lunghezza superiore alle due ore e di una certa lentezza . Purtroppo però , nonostante tante candidature agli Oscar ed ai Golden Globe , questa pellicola non si portò a casa nessun premio . Come ho già detto il ritmo non è proprio l' aspetto migliore , sia nell' antefatto che nell' iter processuale , ma probabilmente la lentezza serve a farci comprendere meglio la difficile situazione psicologica di questo avvocato in disarmo che decide di aggrapparsi a questo caso per riscattarsi . Un classico esempio di Davide contro Golia , con il potere forte delle lobbies che pian piano gli scava la terra sotto ai piedi lasciandolo schiacciato tra l' incudine del giudice prevenuto ed il martello della difesa manipolatrice . Ed è così che la toccante arringa finale dell' avvocato ( privato dei suoi appigli legali ) per una volta non farà riferimento a prove ed a testimonianze certe ma solo appello alla coscienza dei giurati ed alla loro voglia di giustizia . Paul Newman offre un' interpretazione superba che forse avrebbe meritato l' Oscar , con questo avvocato alcolizzato che passa il tempo a bere ed a giocare a flipper nei pub e cerca clienti infiltrandosi ai funerali ! Il suo contraltare è il bravo James Mason , avvocato di lusso , superbo e rigoroso , ma che non disdegna di ricorrere pure a mezzi sleali per vincere . E questi mezzi scorretti hanno l' aspetto della sensuale Charlotte Rampling . Ottime parti per caratteristi di classe come Jack Warden ( mentore e fedele amico del protagonista ) e Milo O' Shea ( giudice per niente imparziale ) . Il grande Sidney Lumet torna a girare nelle aule di un tribunale un quarto di secolo dopo il suo capolavoro di esordio " La parola ai giurati " , e dirige con mano ferma una pellicola che miscela il dramma umano alla denuncia sociale . Stavolta non raggiunge quelle vette altissime ma confeziona comunque un bel film , che si merita un ottimo 7,5 .