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L'ULTIMO TRENO DELLA NOTTE regia di Aldo Lado

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CyberWYX     8½ / 10  12/04/2026 15:28:29Nuova risposta dalla tua ultima visita » Rispondi
Un film che riesce a far vivere una situazione profondamente drammatica e, a tratti, autenticamente orrorifica - non solo per ciò che mostra, ma per la violenza e perversione umana che mette in scena e per la riuscita sensazione che tutto questo possa accadere in qualsiasi momento, nella quotidianità più ordinaria.

L'inizio può apparire lento, ma è una lentezza solo apparente. In realtà, il film costruisce con precisione il contesto, introduce i personaggi e ne definisce le dinamiche. Non ho percepito alcuna noia in questa fase: al contrario l'ho trovata necessaria perché consente allo spettatore di abbassare le difese.

I personaggi vengono presentati inizialmente in modo quasi spensierato, innocuo. Ed è proprio qui che il film colpisce: nella realtà quotidiana siamo costantemente circondati da individui che appaiono inoffensivi, ma che, in determinate condizioni, possono rivelarsi pericolosi, persino fatali.
La cronaca nera che siamo abituati, nostro malgrado, a sentire tutti i giorni è ben poca cosa rispetto a quando ne hai modo di esperire direttamente.

Parlando del film da un punto di vista più tecnico, sembra articolarsi in tre movimenti ben distinti:
- una prima parte di costruzione e presentazione
- una seconda parte in cui l'evento drammatico esplode e viene vissuto in modo diretto, quasi carnale, viscerale
- una terza parte di risoluzione, che ho trovato particolarmente efficace e, a mio avviso, più incisiva rispetto a quella proposta ne "l'ultima casa a sinistra" di Craven, film a cui questo chiaramente si ispira.

Proprio nel finale il film raggiunge il suo apice: la scena conclusiva mi ha colpito profondamente, anche per l'interpretazione del sempre bravo Enrico Maria Salerno, che restituisce con forza il peso emotivo di quanto accade.

Nel complesso, è un film che mi ha coinvolto pienamente: mi ha inquietato, mi ha tenuto in tensione, mi ha fatto sentire il pericolo in modo concreto, continuo e tangibile.

Non mi ha mai annoiato e, anzi, mi spinge a recuperare altre opere italiane di quel periodo.