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TE L(E)O COMANDO regia di Leonardo Valenti

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CyberWYX     8 / 10  10/05/2026 15:17:41Nuova risposta dalla tua ultima visita » Rispondi
Visto un po' di tempo fa su YouTube, questo cortometraggio amatoriale mi aveva divertito moltissimo, ma soprattutto mi aveva riportato immediatamente a un'età precisa della vita: quei pomeriggi adolescenziali passati con gli amici tra cotte liceali, tentativi goffi di conoscere ragazze che sembravano irraggiungibili e giornate intere riempite di piccole ossessioni che allora sembravano enormi e che oggi assumono quasi una dimensione ironica.
Il corto riesce proprio a restituire quell'atmosfera e lo fa con una spontaneità oggi, purtroppo, rara.

Dal punto di vista tecnico, considerati i mezzi dell'epoca e la natura totalmente amatoriale della produzione, il risultato è sorprendente. Mi pare di aver letto che fosse stato realizzato utilizzando appena due registratori: una sorta di piccolo miracolo artigianale. Rivedendolo oggi con un occhio più maturo, si notano addirittura scelte di regia e di inquadratura tutt'altro che banali. Alcune sequenze avrebbero potuto essere girate in maniera molto più semplice senza alterare il contenuto, e invece si percepisce chiaramente una ricerca visiva anche sperimentale e una volontà di costruire davvero il linguaggio del corto e non soltanto di registrare degli eventi, come al massimo facevamo un po' tutti con le prime telecamere "casalinghe" dell'epoca.

Ed è proprio questo che fa la differenza: il cortometraggio può essere visto sia con lo sguardo spensierato di chi vuole semplicemente divertirsi, sia con un'attenzione più analitica verso le scelte registiche, il ritmo, la disposizione delle scene e il modo in cui vengono costruiti certi momenti.

Considerando poi la difficoltà generale dell'impresa - attori amatoriali, una regia inevitabilmente acerba, fotografia completamente naturale, mezzi analogici (probabilmente una Super VHS), emerge soprattutto la passione enorme dietro questa produzione. E quella passione si sente continuamente. Si respira nel divertimento degli interpreti, nell'energia delle scene, nella voglia stessa di fare cinema.

L'ho rivisto più di una volta proprio perché è uno di quei lavori che, pur nella loro semplicità, continuano a intrattenere. Anzi, a ogni visione si colgono meglio certe scene, alcuni dettagli, persino piccoli errori che finiscono quasi per diventare parte del fascino del progetto. E stiamo parlando soltanto di un corto amatoriale.

Mi ha stupito anche ritrovarlo circolare ancora oggi, fino ad approdare persino su pagine legate a IMDb e a vari festival. Ho fatto qualche ricerca ed è incredibile vedere come, dopo circa trent'anni dalla sua uscita, questo lavoro stia lentamente riemergendo dall'oblio. In fondo è anche la dimostrazione di come certi prodotti sinceri riescano a sopravvivere al tempo molto più di tante opere nate già "professionali".

Bellissima anche la selezione musicale: ovviamente le musiche appartengono a gruppi o compositori già noti, ma sono selezionate con grande gusto e funzionano molto bene con le scene. In particolare mi ha fatto scoprire anche gli Scisma e la loro "Videoginnastica", bellissima scoperta.

A questo punto sono sinceramente curioso di capire se il regista o gli attori abbiano poi continuato a lavorare in questo ambito. Sarebbe interessante approfondire, anche perché in opere così piccole e sincere spesso si intravedono già intuizioni e sensibilità che meritavano forse un percorso più ampio.