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INDAGINE SU UN CITTADINO AL DI SOPRA DI OGNI SOSPETTO regia di Elio Petri

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CyberWYX     9½ / 10  30/05/2026 17:22:42 » Rispondi
Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto di Elio Petri, regista e sceneggiatore insieme a Ugo Pirro: è un grandissimo film, di quelli su cui c'è quasi poco da dire se non che andrebbero visti, rivisti e ricordati. Mi ha preso tantissimo fin dall'inizio: ho capito subito che era un film capace di stupirmi, e infatti mi ha tenuto incollato allo schermo come pochi.

Gian Maria Volonté è straordinario. Non interpreta semplicemente un personaggio: lo attraversa, lo deforma, lo rende credibile nella sua serietà, nella sua arroganza, nella sua intelligenza e nella sua mostruosa sicurezza. È un trasformista sulla scena, capace di cambiare tono, postura, espressione, facendo emergere a poco a poco ciò che il film nasconde e rivela. Il suo personaggio è insieme grottesco, inquietante, lucidissimo e profondamente disturbante.

Il film è potentissimo anche per il modo in cui analizza il potere costituito: non solo come forza repressiva, ma come maschera, come costruzione fragile, fondata sull'autorità data dall'alto e sulla paura che gli altri hanno di metterla davvero in discussione. Dietro quella sicurezza, dietro il ruolo, la divisa, la posizione sociale, emerge tutta la falsità di un potere che sembra invincibile ma che in realtà è profondamente instabile. La cosa impressionante è che questa riflessione non resta astratta: si riflette su ogni personaggio in scena, nei rapporti di subordinazione, nei silenzi, nei gesti, nel modo in cui tutti sembrano sapere qualcosa ma nessuno riesce o vuole davvero rompere il meccanismo. È un film che parla della colpa, ma anche dell'obbedienza; della verità, ma anche della comodità di non vederla.

È un film come ormai in Italia non se ne vedono quasi più, e dispiace pensare che un certo tipo di cinema, di produzione e di ambizione artistica sia finito quasi nel dimenticatoio. Questo è vero cinema italiano: non solo per il valore storico che ha avuto, ma perché dimostra fino a che altezza poteva arrivare il nostro cinema quando sapeva unire scrittura, regia, interpretazione, musica e sguardo politico senza perdere forza narrativa.

Dal punto di vista tecnico c'è pochissimo da eccepire. Bellissimo il tema principale di Morricone, che ritorna in forme diverse e riesce sempre ad aderire perfettamente alla scena, cambiando peso e significato a seconda del momento. Ottimi anche i flashback: non sono semplici spiegazioni, ma frammenti che spiazzano, costringono a rientrare nella storia da un'altra prospettiva e impediscono allo spettatore di restare passivo.

È uno di quei film che, appena finito, ti fa venire voglia di rivederlo quasi subito, perché durante la visione capisci progressivamente cose che avresti voluto intuire prima, per osservare certe scene con un occhio diverso, più psicologico, più attento. Un'opera imprescindibile, che chiunque dovrebbe vedere almeno una volta per rendersi conto dell'apice a cui può arrivare il nostro bellissimo cinema italiano.