Filman 8 / 10 19/07/2026 16:00:16 » Rispondi THE MAN WHO SHOT LIBERTY VALANCE ha qualcosa di effettivamente innovativo: l'inizio del racconto che coincide con un grande flashback nostalgico, il personaggio di James Stewart che fa le veci dell'uomo moderno nell'arretrato West e tutto il resto sono dei classici stilemi del film americano (o per meglio dire hollywoodiano, o per meglio dire "arraffa-oscar") moderno, con il protagonista che viene ribaltato in una realtà arretrata, per il classico scambio di prospettive culturali e l'ilarità che deriva dal vedere degli zoticoni imparare a leggere o a votare. Visto oggi, è una visione piuttosto curiosa perché questi stilemi sono racchiusi in un film che era a tutti gli effetti, ad eccezione dell'ultimo atto, un western concettualmente vecchio. Invece, nell'ultimo atto, il film chiude l'epoca del western, ovvero l'epoca dei cowboy e dei bulli con la pistola, tirando uno schiaffo alla falsità dei ciarlatani che diventano i nuovi bulli all'interno del nuovo sistema democratico. John Ford ci regala quindi una forte teoria cinematografica sulla morte del western con uno stacco di genere? Oppure è tutto un caso e si tratta solo di un film diviso tra un modo di fare cinema da anni 40 e le nuove storie richieste dal pubblico negli anni 60? Probabilmente più la seconda, ma chi può dirlo, la bellezza dell'arte è anche data dall'involontarietà e dal caso. Anche inserire un colpo di scena come quello di questo film, dando un tocco di noir in più all'opera, è una ciliegina che mostra un'evoluzione che non era più solo tecnologica, ma formale, nel cinema hollywoodiano degli anni 60.