CyberWYX 8 / 10 28/07/2026 23:16:10 » Rispondi In nome del popolo italiano è uno di quei film che bastano tre nomi a renderlo imprescindibile: Dino Risi, Ugo Tognazzi e Vittorio Gassman.
Risi mette in scena un magnifico duello tra due giganti del cinema italiano. Tognazzi è misurato, quasi impassibile, ma capace di trasmettere un mondo interiore con un semplice sguardo. Qui nelle vesti del giudice, rappresenta la giustizia e la verità. Gassman, al contrario, è incontenibile, istrionico e carismatico, sfuggevole e simpaticamente inaffidabile, vera incarnazione del potere economico. Due personaggi destinati a scontrarsi, incarnazione di due mondi opposti e dall'opposto modo di essere vissuti.
Oltre al conflitto morale, il film lascia intuire anche uno scontro ideologico. Viene spontaneo chiedersi quanto le scelte dei protagonisti siano guidate dalla ricerca della giustizia, assoluta o propria, e quanto, invece, dalla loro visione politica. È un dubbio che Risi non scioglie mai del tutto, ed è forse proprio questo a renderlo ancora attuale. Ancora oggi processi e sentenze vengono spesso letti e strumentalizzati attraverso il filtro dell'appartenenza politica, più che dei fatti.
Il finale lascia spazio all'interpretazione e costringe lo spettatore a prendere una posizione. Un film che diverte, fa riflettere e dimostra quanto certa commedia all'italiana sapesse parlare del proprio tempo... e, purtroppo, anche del nostro.
P.S. Curiosamente, durante la visione mi è tornato in mente un film molto più leggero e certamente lontano per ambizioni culturali: S.P.Q.R. 2000 e mezzo anni fa. Pur appartenendo quasi al territorio del cinepanettone, presenta nelle scene e nel rapporto tra Boldi e De Sica una dinamica che ricorda, in forma farsesca e caricaturale, quella tra i personaggi di Tognazzi e Gassman. E ancora più curioso è il diverso epilogo a cui giungono le due vicende...