Filman 7 / 10 03/08/2026 09:53:22 » Rispondi Con la "grande" pecca di essere un film normale, il sequel spirituale di Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo offre, in un periodo di magra qualità cinematografica, un escape movie che inizia come un thriller spionistico, memore del revivalismo hitchcockiano degli anni 90-2000. E' un film minimamente paragonabile a Minority Report? No, ma abbiamo tanta adrenalina, zero stop e personaggi messi alle strette da un villain con la faccia buona ma con il cuore intorpidito. Uno spettacolo così, oggi, vale il prezzo del biglietto. DISCLOSURE DAY mostra anche i sintomi del coma artistico che vede lo sci-fi in questi anni, con un taglio estetico che è fermo a JJ Abrams e quindi in parte televisiva e con soluzioni narrative (il dispositivo alieno) abbastanza infantili. Da annotare che il film inizia come l'episodio 2 o l'episodio 1 di una season 2 di un qualche prodotto seriale. Questo, sta diventando ormai un canone. Il film inoltre offre il fianco a diverse critiche narrative: possibile che gli alieni abbiano bisogno di un piano ventennale per entrare in comunicazione con gli umani? Con i poteri del prevedere il futuro e della manipolazione mentale dovevano per forza manovrare così due umani per potersi finalmente palesare? Il film insomma offre un discreto spettacolo da portare a casa, ma che sia chiaro: gli alieni come elemento folkloristico oggi non funzionano più, non si possono nascondere in questo mondo e non possono dire proprio nulla su questo mondo, anche se potessero avere la capacità di fermare la Terza Guerra Mondiale. In un mondo in cui il presidente degli USA inscena attimi di fede evangelica per avere il supporto per degli attacchi militari mirati, a nessuno importerebbe nulla della fede e dei credenti o dell'ordine prestabilito, una volta venuti a conoscenza dell'esistenza degli alieni. A nessuno. E nemmeno a Steven Spielberg dovrebbe importare.