Filman 5 / 10 10/08/2026 14:16:57 » Rispondi Non è facile trasporre i romanzi di Roald Dahl perché sono favole così amarcord da diventare materia rovente, a dispetto dei successi della Fabbrica di Cioccolato. E se perdi la spinta economica-produttiva va per forza tutto in malora. JAMES AND THE GIANT PEACH è una favola con le matrigne cattive ed un bambino dall'infanzia rubata. Non facile interfacciarsi con storie così (prendere ad esempio anche Tideland di Peter Jacskson) perché sono storie incredibilmente estremizzate, indipendentemente dallo stile cartoonesco e dal loro essere zuccherose. Ancora di più vale per questo film di Henry Selick che è ambientato decenni prima della scrittura del romanzo, in un periodo di immigrazione verso gli USA presumibilmente. Il live action non è il massimo della vita e lo stop-motion è anche peggio, non tanto per la qualità ma per la povertà di mezzi: stessa manciata di personaggi e stessi tre fondali dall'inizio alla fine. Il finale ha un nonsoché di Miracolo sulla 34a Strada.