CyberWYX 8 / 10 24/08/2026 15:34:44 » Rispondi Cast Away è stato uno dei primi film che ho visto con Tom Hanks, già allora per me legato soprattutto all'enorme fama di Forrest Gump.
È un film che mi è rimasto impresso anche per una paura piuttosto particolare che ho avuto spesso in passato: finire da solo su un'isola deserta e ritrovarmi con un mal di denti. E infatti - piccolo spoiler - proprio quella parte del film è forse una di quelle che mi hanno colpito maggiormente.
Perché davanti a un'esperienza del genere uno può anche pensare: va bene, possiamo darci da fare, procurarci il cibo, pescare, cacciare, costruire un riparo, imparare nuovamente a vivere della natura. In fondo l'umanità lo ha fatto per millenni e, in qualche modo, potremmo rifarlo anche noi. Ma il vero terrore è un altro: quanto diventa facile morire per qualcosa che nella nostra vita quotidiana consideriamo una stupidaggine. Una ferita che si infetta, una malattia, un dente che fa male. Cosa fai? Come reagisci quando non esiste più qualcuno a cui chiedere aiuto? È una cosa a cui ho pensato molte volte, e Cast Away riesce a rendere questa fragilità tremendamente concreta.
Al di là di questi miei dubbi esistenziali - o meglio, sopravvivenziali - il film rimane una bella esperienza. Tom Hanks è bravo nel mostrare progressivamente la trasformazione del suo personaggio: non semplicemente un uomo sporco, dimagrito e con la barba, ma qualcuno che impara realmente a essere un sopravvissuto, adattando corpo e mente a una realtà completamente diversa.
E apprezzo anche il finale, proprio perché non cerca necessariamente la gratificazione che ci si potrebbe aspettare dopo tutto ciò che il protagonista ha attraversato. Mi sembra, invece, coerente con la realtà delle cose: sopravvivere non significa poter tornare indietro e trovare la propria vita esattamente dove la si era lasciata.